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Puntuale la proroga di 6 mesi PDF Stampa
Mercoledì 20 Aprile 2011 09:03

sul Piano casa

 

 

Piano casa, puntuale la proroga di 6 mesi

 


Opposizione contraria, dissensi nel centrodestra. E Campus solleva il caso Sassari

 

CAGLIARI. E’ una di quelle leggi che in campagna elettorale fanno comodo. Il Consiglio regionale ha approvato ieri - con i soli voti del centrodestra - la proroga di sei mesi del piano-casa: il termine per la «denuncia di inizio attività» o per la «relativa comunicazione di inizio lavori» slitta dal 23 ottobre 2011 al 23 aprile 2012.
Sul piano dei numeri il piano-casa regionale è sostanzialmente fallito: appena 8.500 le istanze pervenute ai Comuni (mediamente poco più di 20 per centro abitato) sulla base della legge dell’ottobre 2009 e non tutte potranno essere accolte. La giunta e la maggioranza confidano però che la proroga convincerà molti sardi a fare domanda: sinora - questo è il loro punto di vista - sono stati bloccati dalla partenza lenta e incerta delle attuali procedure, mentre ora tutto è più chiaro e ci sono altri sei mesi a disposizione. La maggioranza ha votato compatta ma senza convinzione.
Lo stesso assessore Nicola Rassu ha invitato le opposizioni a presentare proposte migliorative per un confronto di merito. Lo hanno fatto anche il relatore di maggioranza Matteo Sanna (Fli), che però non fa più parte della maggioranza, e i vertici del Pdl, il capogruppo Mario Diana e il vicario Pietro Pittalis. Perché ora si sta per concretizzare la fase 2. Quella che dovrà superare la controversa norma di aumento delle volumetrie e portare a un vero piano-casa (compresi interventi innovativi di edilizia popolare). Fase 2 alla quale vuole partecipare anche il centrosinistra, come hanno sottolineato, tra gli altri, il relatore di minoranza Gavino Manca e i consiglieri Cesare Moriconi, Luigi Lotto e Chicco Porcu, tutti del Pd. I quali hanno detto di voler presentare una proposta alternativa a quella del centrodestra con contenuti che puntino a soddisfare i reali bisogni e non le voglie speculative.
L’opposizione, del resto, si rende conto che non è politicamente utile dire un no pregiudiziale a un piano-casa e hanno spiegato che quello del centrodestra non risolve alcun problema. E’ stata una seduta molto tesa. Anche per la maggioranza. Che infatti è partita con il freno a mano tirato, visto che per ben tre volte, nella fase iniziale, ha fatto mancare il numero legale.
Si era pensato a un giochino per mettere in difficoltà il primo firmatario, Matteo Sanna di Fli, ma poi si è scoperto che i dissensi erano diffusi e che l’intesa è stata trovata solo con l’impegno in maggioranza di rivedere quanto prima il testo in commissione. Fortissimo invece il dissenso di Nanni Campus (Pdl), che poi ha comunque votato a favore.
Campus ha parlato di «norme volutamente ambigue» della legge approvata nel 2009 e modificata più volte in aula sulla spinta di singoli consiglieri e di forti interessi economici.
E ha sollevato il caso Sassari, in particolare nel centro storico, dove è stato possibile demolire - ha detto - palazzine che meritavano di essere tutelate.
Durissima l’opposizione dell’ex assessore Gian Valerio Sanna (Pd) per gli attacchi al Piano paesaggistico regionale e i capigruppo di Sel Luciano Uras e dell’Idv Adriano Salis, perché il centrodestra «cerca il consenso con il mattone e non dà risposte alla crisi economica».
La Nuova Sardegna, 20.04.2011.