Home Ultime Casa, agevolazioni per giovani coppie
Casa, agevolazioni per giovani coppie PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:17
Potrebbero essere utilizzati terreni demaniali e strutture esistenti da demolire per costruire con capitali privati palazzine da 6-10 alloggi.


Appartamenti per giovani in affitto a basso costo con possibilità di riscatto nelle principali città italiane di grande e media grandezza. Il premier sta per battezzare il "terzo atto" del piano casa. Dopo l'ampio piano per l'edilizia sociale pubblica (da pochi giorni entrato nella fase attuativa) e l'impulso all'edilizia privata (in fase attuativa da parte delle Regioni) è arrivato il momento dei giovani. Sarà infatti dedicato a loro un provvedimento che Silvio Berlusconi ha detto che presenterà al prossimo consiglio dei ministri, entro questa settimana, il primo dopo la ripresa estiva. «L'avevamo promesso in campagna elettorale e ora stiamo entrando nella fase definitiva del progetto», ha detto il premier. Secondo quanto filtra da stretti collaboratori del presidente del Consiglio, nelle città selezionate si cercheranno aree o edifici disponibili nei vari quartieri per poter realizzare piccoli complessi da destinare ai giovani. Nel mirino potrebbero finire sia terreni demaniali sia strutture esistenti da demolire e rimpiazzare con palazzine da 6-10 appartamenti. In ogni caso, strutture gradevoli, niente edilizia intensiva. Il progetto dovrebbe fare leva sull'iniziativa privata, con realizzazioni in project financing. La remunerazione sarà garantita dalla rata dell'affitto, cui potrebbe seguire la decisione di riscattare l'immobile. Le rate di mutuo, ha anticipato il premier, saranno «più basse dei canoni di locazione di mercato». Resta da capire quali saranno le garanzie richieste ai giovani inquilini per accedere all'abitazione e il dettaglio dei meccanismi della convenienza economica. Intanto, per il piano di housing sociale si avvicinano i primi termini operativi, dopo la pubblicazione del Dpcm, avvenuta il 19 agosto scorso. Sulla data di entrata in vigore del provvedimento non c'è però una opinione condivisa a Porta Pia. L'ufficio legislativo delle Infrastrutture indica il 3 settembre, cioè dopo i 15 giorni di "vacatio", mentre le strutture tecniche del dicastero optano per una interpretazione di immediata entrata in vigore, il giorno successivo alla pubblicazione. In quest'ultimo caso, già il prossimo giovedì 3 settembre scadrebbe il termine indicato dal Dpcm per costituire il gruppo di lavoro sul cosiddetto sistema dei fondi immobiliari, la più innovativa fra le misure dell'ampio piano di edilizia pubblica. Anche ammettendo che questo team tecnico-politico riuscisse a rispettare tale scadenza, il gruppo dovrebbe comunque partire senza le Regioni. Infatti la terna di rappresentanti da comunicare alle Infrastrutture dovrà essere approvata dalla conferenza dei presidenti delle Regioni. La prima riunione avverrà in questo mese, ma non prima di una decina di giorni. In ogni caso, l'attuale fase di tensione fra Governo e Regioni (su Fas e Sanità) suggerisce di non dare nulla per scontato. Eventuali ritardi sull'avvio del gruppo di lavoro ricadrebbero sul termine entro cui definire le caratteristiche degli strumenti finanziari che promuovono gli alloggi, fissata dal Dpcm dopo 90 giorni dall'entrata in vigore del decreto.



L'articolo di Massimo Frontera pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.