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Chi si oppone a lavori edilizi ricorre solo contro la Dia PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:17

Chi si oppone a lavori edilizi dovrà proporre direttamente ricorso contro il titolo abitativo che si è consolidato con la Dia senza chiedere al Comune alcun provvedimento sanzionatorio. Lo ha affermato il Tar Lombardia Sezione di Brescia con la sentenza nr. 15/2009. Il Collegio ha precisato che in presenza di una serie di differenziate ricostruzioni dell'istituto della Dia, è preferibile il più recente insegnamento espresso al riguardo dal Consiglio di stato (Cons. St. Sez. VI, 5.4.2007 n. 1550, Sez. IV 29.7.2008 n. 3742, Sez. IV 25.11.2008 n. 5811) con il quale è stato rilevato che «il terzo che si oppone ai lavori edilizi intrapresi tramite Dia, non deve chiedere al Comune di porre in essere i provvedimenti sanzionatori previsti in genere per gli abusi edilizi, facendo ricorso,in caso di inerzia, alla procedura del silenzio-rifiuto; né deve agire innanzi al giudice per chiedere l'adempimento delle prestazioni che la p.a. avrebbe omesso di svolgere, ovvero chiedere l'annullamento della determinazione dell'intervento. Né, ancora, il terzo è tenuto, entro il termine di decadenza, ad instaurare un giudizio di cognizione, tendente ad ottenere l'accertamento della insussistenza dei requisiti e dei presupposti previsti dalla legge, per la legittima intrapresa dei lavori a seguito di Dia». Il terzo, invece, prosegue il Tar, è legittimato a proporre ricorso direttamente avverso il titolo abilitativo formatosi a seguito di Dia, il cui possesso è essenziale, non potendo da esso prescindersi, non trattandosi di ipotesi di attività edilizia liberalizzata. «Si è quindi in presenza», aggiunge la sentenza, «decorsi i trenta giorni (art. 23, commi 1 e 6, del dpr n. 380 del 2001), di una autorizzazione implicita di natura provvedimentale, che può essere contestata dal terzo entro l'ordinario termine di decadenza di sessanta giorni, decorrenti dalla comunicazione al terzo del perfezionamento della Dia, o dall'avvenuta conoscenza del consenso (implicito) all'intervento oggetto di Dia». Il ricorso, conclude il Collegio, avverso il titolo abilitativo formatosi a seguito di Dia ha ad oggetto, quindi, non il mancato esercizio dei poteri sanzionatori o di autotutela dell'amministrazione, ma direttamente l'assentibilità, o meno, dell'intervento edilizio.



L'articolo di Giambattista Rizza pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.