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Personale, risparmi da pianificare PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:18

La riduzione della spesa per il personale deve essere effettuata anche nella programmazione del fabbisogno, deve avere come riferimento le cifre complessive risultanti dal conto consuntivo e le basi di confronto devono essere omogenee. Sono queste alcune tra le più importanti considerazioni contenute nella «Rassegna dell'attività consultiva delle sezioni regionali di controllo della Corte dei conti nell'anno 2008», che è stata realizzata dal coordinamento delle sezioni regionali di controllo della sezione autonomie della magistratura contabile. Da sottolineare che, nel corso dell'anno 2008, sono stati resi ben 493 pareri, con un aumento del 60% rispetto all'anno precedente. Da ricordare che, sulla base delle previsioni dettate nel dl n. 78/2009, al fine di rendere omogenei i contenuti della attività consultiva delle varie sezioni regionali è previsto che, a livello nazionale, il presidente della Corte possa avocare alla sezione centrale di controllo l'esame delle materie più importanti o innovative o controverse e che tali pronunce abbiano un carattere vincolante per le indicazioni delle singole sezioni regionali. Uno dei temi su cui sono state avanzate numerose richieste è costituito dalla nozione di spesa per il personale. È stato chiarito che le disposizioni che impongono agli enti locali di limitare questa voce si applicano anche alle amministrazioni delle regioni a statuto speciale e che le disposizioni precedenti alla legge finanziaria 2007 sono da ritenere abrogate. Gli enti soggetti al patto di stabilità devono contenere tale voce e si ritiene che «il parametro di riferimento non possa che rapportarsi alla spesa per il personale dell'anno precedente». È stato inoltre chiarito che «la riduzione della spesa del personale deve attuarsi ponendo come parametro di raffronto la spesa del personale del precedente esercizio, nel confronto del quantum di tale voce rispetto all'esercizio precedente, occorre verificare l'omogeneità delle due basi di calcolo». Il vincolo del contenimento di questa voce di spesa è stato reso più rigido dalla legge finanziaria 2008, che ha stabilito per l'appunto «l'inderogabilità del rispetto del principio di riduzione della spesa in materia di personale». Per queste amministrazioni la possibilità di effettuare assunzioni di personale è oggi, intendendo come tale il periodo precedente alla emanazione del dpcm previsto dal dl n. 112/2008, è subordinata al rispetto delle seguenti tre condizioni: «non incidenza delle assunzioni sull'obbligo generalizzato di riduzione delle spese di personale o, in alternativa, possibilità di deroga ex art. 3, comma120, legge n. 244/2007; rispetto del patto nell'anno precedente; incidenza delle spese di personale inferiore al 50% delle spese correnti». È stato inoltre chiarito che «l'esigenza di riduzione della spesa del personale indicata dal legislatore deve essere tenuta presente anche nella valutazione programmatica triennale dei relativi fabbisogni». È stato inoltre chiarito che «relativamente agli oneri derivanti da rinnovi contrattuali per il biennio 2006-2007, è possibile, nei limiti e alle condizioni di cui all'art. 3, comma 137 della legge 244/2007, l'esclusione degli stessi dal computo della spesa per il personale». Per gli enti non sottoposti al patto di stabilità il tetto della spesa per il personale è quello dell'anno 2004. Tali amministrazioni hanno un ulteriore vincolo alle assunzioni, che è costituito dalla necessità di non superare il numero delle cessazioni intervenuto nell'anno precedente. Tale vincolo, la prevista possibilità di procedere a nuove assunzioni nei limiti delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato avvenute nell'anno precedente si presta tuttavia a essere interpretata estensivamente, nel senso che, fermo restando il limite generale della spesa di personale, sussiste la possibilità di coprire il posto resosi vacante a partire dall'anno 2004 per cessazioni di rapporti di lavoro, ovviamente se le stesse non sono già state utilizzate per effettuare nuove assunzioni a tempo indeterminato. Per tutte le amministrazioni «l'analisi del volume complessivo della spesa per il personale in servizio deve riferirsi ad un dato contabile definitivamente accertato ed approvato, cioè quello desumibile dall'ultimo consuntivo approvato». E ancora, «ai fini del corretto calcolo delle varie voci di spesa, inoltre, è necessario fare riferimento al totale degli impegni formalmente assunti nell'esercizio di riferimento». Per le unioni occorre assumere un parametro complessivo che comprenda sia la spesa sostenuta da tale soggetto che quella sostenuta dai singoli enti: «Il riferimento al limite di spesa deve pertanto essere inteso quale limite complessivo dato dalla somma di quella sostenuta dall'ente e dalla quota-parte (riferita all'ente) sostenuta dall'unione». E ancora «in caso di reinternalizzazione di funzioni e servizi già trasferiti all'unione di comuni, l'ente locale può riassorbire nel proprio organico il personale già transitato in mobilità all'unione ovvero assunto da questa stessa, fermo restando il rispetto del limite di spesa consolidato per il personale previsto per ciascun ente». Sempre in materia di gestioni associate è stato rilevato che dalla «stipula di una convenzione tra enti locali non sorge un nuovo soggetto a cui possono imputarsi conseguenti rapporti giuridici. L'Ufficio di piano, pertanto, non può procedere autonomamente all'espletamento di procedure concorsuali né stipulare contratti di lavoro».

 

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