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Ila e Eurallumina: PDF Stampa
Martedì 03 Maggio 2011 10:07

settimana calda

 

Settimana calda per la ex Ila e l'Eurallumina

 

 

Una settimana di fuoco per le industrie del Sulcis. Si incomincia oggi a mezzogiorno con la Ila: sindacati ed assessorato all'Industria si incontreranno a Cagliari per fare il punto della situazione di una vertenza. C'è un'azienda interessata ad acquistare la fabbrica di laminati chiusa da due anni, ma non ha ancora depositato la cauzione necessaria a formalizzare l'offerta d'acquisto.
Il deposito si attendeva per metà marzo, poi è slittato.
ACQUISTO ILA
La Regione ha avuto modo di ribadire che esiste l'interesse all'acquisto da parte degli imprenditori ma i lavoratori sono molto preoccupati per il tempo che passa: se la fabbrica non sarà rilevata a breve, da gennaio tutti i 166 dipendenti saranno disoccupati. Questa mattina i lavoratori saranno a Cagliari e sono pronti a rimanerci se non arriveranno notizie positive.
EURALLUMINA
 Domani alle 15, 30 a Roma, inoltre, si discuterà di Eurallumina: al ministero dello Sviluppo economico si svolgerà l'incontro tecnico in cui si dovrebbe fare chiarezza sul destino della fabbrica. In discussione la fornitura di olio combustibile . In discussione la fornitura di olio combustibile e la questione ambientale che investe il bacino dei fanghi rossi in cui devono essere depositati gli scarti di lavorazione. Saranno presenti all'incontro, oltre ai funzionari dei ministeri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente, anche gli amministratori dell'Eurallumina, la Regione, le organizzazioni sindacali, la Provincia e il Comune di Portoscuso.
IL VERTICE
 Durante l'ultimo incontro il ministro Romani aveva personalmente garantito sulla partita dell'olio combustibile, assicurando la fornitura sia delle quantità che dei pressi richiesti dall'azienda come condizione per il riavvio degli impianti. Ora il pallino è nelle mani della Rusal che dovrà dare la disponibilità ad accettare le condizioni proposte. Anche se appare abbastanza singolare che, nella migliore delle ipotesi, l'azienda abbia bisogno di almeno diciotto mesi per riavviare la fabbrica.
La Nuova Sardegna, 03.05.2011