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Niente sanzioni per l'ufficio che non misura i risultati PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:23
MANCATO ADEGUAMENTO/Sindaci e governatori non hanno l'obbligo di attivare i meccanismi necessari a programmare e valutare le performance


Dopo le modifiche proposte in conferenza unificata il «ciclo di valutazione delle performance» per regioni ed enti locali rischia di svuotarsi di contenuti essenziali. Il "Brunetta-bis" - nel richiamare gli articoli rispetto ai quali gli enti pubblici territoriali devono adeguare i propri ordinamenti - non tiene conto in particolare degli ambiti di misurazione della performance organizzativa (articolo 8) e dei report di rappresentazione dei risultati conseguiti (articolo 10). Se il testo finale confermasse questa impostazione, la nuova norma non obbligherebbe regioni ed enti locali ad adeguare i propri ordinamenti agli «ambiti di misurazione e valutazione delle performance organizzative», quindi al controllo strategico. Gli stessi enti però, in base all'articolo 3, comma 4, sono obbligati a misurare, valutare e premiare tenendo presente la duplice dimensione della performance (organizzativa e individuale). Da una lettura sistemica, dunque, diventa ancora più difficile comprendere le ragioni di tale scelta. L'articolo 8, comma i, individua gli ambiti interessati dalla «performance organizzativa» e quindi, per citare alcuni esempi, l'impatto delle politiche sulla soddisfazione della collettività, la misurazione dell'effettivo grado di attuazione di piani e programmi, nel rispetto delle fasi, dei tempi, degli standard qualitativi e quantitativi e del livello di risorse previste; la rilevazione del grado di soddisfazione dei destinatari delle attività e dei servizi. Questi principi, a rigor di logica, dovrebbero interessare molto più un ente locale poiché eroga direttamente servizi ai cittadini che non un'amministrazione centrale. L'articolo 10 rappresenta per le Pa un esempio concreto di «omogeneità e uniformità» dei documenti di rappresentazione dei risultati. La norma prevede che le amministrazioni, per «assicurare la qualità, comprensibilità ed attendibilità dei documenti di rappresentazione della performance», annualmente redigano due documenti: uno programmatico a valenza triennale (Piano della performance) l'altro di consuntivo (Relazione sulla performance). Il primo individua indirizzi e obiettivi strategici ed operativi, e definisce con riferimento alle risorse disponibili gli indicatori per la misurazione della performance organizzativa e individuale. Il secondo evidenzia i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi programmati. Peccato che anche in questo caso le regioni e gli enti locali non sono tenuti ad adeguare i propri ordinamenti all'articolo 10, e soprattutto al comma 5 dove si vietano assunzioni, consulenze e l'erogazione della retribuzione di risultato in caso di mancata adozione del piano della performance. La stessa sorte riguarda l'articolo 11, commi 7 e 8, con cui si impone di pubblicare sul sito istituzionale le informazioni utili a garantire la trasparenza dei risultati, e si blocca la retribuzione di risultato ai dirigenti che non adempiono all'obbligo. Se queste modifiche fossero confermate, rischierebbe di cadere l'obbligo per regioni ed enti locali di produrre, a preventivo e consuntivo, i documenti necessari per programmare, misurare e comunicare i risultati dell'azione amministrativa. Con queste regole non mancheranno certo gli enti che seguiteranno con il controllo strategico, gli indicatori di impatto, la misurazione e comunicazione delle performance organizzative, ma continueranno ad esserci molte realtà, nel darsi le proprie regole, che si sentiranno dispensate dal rispettare tali principi. In un quadro così frastagliato diventa difficile anche ipotizzare una valutazione comparativa fra i risultati delle amministrazioni.

LE ESLUSIONI

Le principali parti della norma a cui regioni ed enti locali non sono tenuti ad adeguarsi

1) Individuazione delle parti su cui si esercita il sistema di misurazione e valutazione delle performance, tra cui

— Impatto delle politiche sui bisogni della collettività

— Grado di attuazione dei programmi rispetto agli obiettivi previsti

— Rilevazione del grado di soddisfazione degli utenti

— Efficienza nell'impiego delle risorse

— Qualità e quantità delle prestazioni erogate

2) Obbligo di redazione del piano delle performance (preventivo) e della relazione sulle performance (consuntivo), con blocco di assunzioni, consulenze ed erogazione del trattamento accessorio nelle strutture che non adempiono

3) Creazione di un organismo indipendente di valutazione delle performance, con il compito di

— Monitorare il funzionamento complessivo del sistema della valutazione

— Comunicare le. criticità agli organi di governo e amministrazione

_   Validare la relazione sulle performance


L'articolo di Maria Teresa Nardo pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.