Home Ufficio Stampa Il sindacalista della Cgil sfida l'avvocato ex sindaco Ds
Il sindacalista della Cgil sfida l'avvocato ex sindaco Ds PDF Stampa
Lunedì 09 Maggio 2011 08:51

Istituzioni, Europa, Enti Locali: Scontro a due sotto le ciminiere.

Accade a Sarroch dove la crisi s'avverte anche qui, nel territorio che ospita il più importante polo industriale dell'Isola.
Si è fatta sentire sotto le ciminiere della raffineria più grande d'Europa.
Qui, nonostante scenari nazionali e internazionali inquietanti, capaci di sfornare disoccupati e dolore, le ciminiere non hanno smesso di fumare.
E dunque creare lavoro.
Ma anche qui, fuori dalla fabbrica, dalle fabbriche, le cose non vanno più come un tempo. Crescono i giovani in cerca di un salario, sono sempre più numerose le persone che inseguono uno stipendio per poter campare. E lievita il numero di chi un lavoro l'aveva e si è ritrovato, da adulto, a tentare di riaverlo.
Da questo scenario, riparte Sarroch. Dalle elezioni che da qui a pochi giorni dovranno rinnovare l'amministrazione civica e dare speranza. Una spallata alle difficoltà per imboccare la strada maestra di una rinascita sperata, questa volta, con forza. E mentre in paese è opinione comune che mai come prima, quest'anno, la Saras e le aziende dell'area industriale abbiano prestato massima attenzione alla corsa verso le urne per il rinnovo del Consiglio e della Giunta municipali, è altrettanto diffusa la convinzione che la mancata ricandidatura del sindaco uscente, Mauro Cois, sia in qualche modo legata alla promozione, da parte dell'amministrazione civica, dello studio epidemiologico sulla popolazione.
Indagine sullo stato di salute dei cittadini che ha messo in evidenza patologie diffuse tra gli abitanti dovute alla presenza delle ciminiere e dell'inquinamento. Un passo indietro, insomma, per Cois. Dopo soli cinque anni di mandato. Mentre i Ds (suo partito) ha scelto di ricandidare Salvatore Mattana, che Sarroch aveva guidato per due intere legislature.
MATTANA
«Me l'hanno chiesto», ammette. «Ho riflettuto e mi sono messo a disposizione di una colazione che comprende forze politiche di centro, del riformismo cattolico, di sinistra e del sardismo». Ma anche di quel Polo delle libertà che in queste settimane si è letteralmente spaccato dividendosi tra le due liste.
Questa di Mattana (Progetto Sarroch Rinnovamento Esperienza) e quella dell'avversario Giorgio Pavanetto (Sarroch Unita). «In questi cinque anni molto è cambiato, la crisi ha investito anche anche il nostro territorio modificandone il quadro economico e sociale. Ora dobbiamo, partendo dall'esistente, rafforzarci con la diversificazione dell'economia. Valorizzando le nostre imprese, a cominciare da quelle artigiane per raggiungere quelle agricole», dice Mattana.
«C'è un Piano degli insediamenti produttivi da far decollare, così come le infrastrutture al servizio del porto a Foxi per il quale sono già stati assegnati sei milioni di euro». Poi ancora i vecchi e attuali cavalli di battaglia: la diga di Monte Nieddu, più beffa che grande incompiuta. E la nuova Sulcitana. Attesa, mai partita.
«Progetti che non riguardano un solo paese ma un'area e che dunque vanno portati avanti da tutti i comuni limitrofi. La Sulcitana è stata progettata ma ancora non si vede l'inzio dei lavori e sono ritardi inspiegabili».
PAVANETTO
Non ho scelto di candidarmi, non ci pensavo. Me l'hanno proposto. Con Sarroch ho un debito di riconoscenza, anzi molti. Qui mi sono sposato, qui sono nati i mie due figli, qui ho trovato lavoro ed è ancora qui che sono diventato sindacalista della Cgil».
Giorgio Pavanetto ricorda il travaglio di un recente trapianto di fegato e la voglia di rinascere.
«Ho chiesto il nulla osta in primo luogo alla mia famiglia, subito dopo al dotto Fausto Zamboni che mi ha operato. Ora sono in corsa». Stop al ruolo di segretario confederale della Camera del lavoro e subito nella mischia.
«Sarroch ha bisogno di cambiamento, è una voglia che si respira. Siamo un paese altamente industrializzato ma dobbiamo fare i conti con la disoccupazione crescente, per non parlare di quella femminile. Il compito del Comune non è dare certo posti di lavoro ma di sicuro investire in progettualità.
Di certo non faremo ciò che è stato fatto in questi cinque anni: spendere molti quattrini per gli spettacoli e nulla, per esempio, sulla formazione su cui non è stato investito neppure un euro». Per Pavanetto il futuro è «trasparenza». «Primo punto del nostro programma, democrazia partecipata. In ogni rione i cittadini dovranno eleggere un loro rappresentante e sarà questo a dialogare con noi costantemente, così da avvicinare realmente la popolazione al Comune».
L'ex sindacalista ricorda le altre questioni urgenti. Porto turistico di Perd'e Sali, forestazione, diga di Monte Nieddu. «Tutti progetti per creare sviluppo e posti di lavoro reali».
L'Unione Sarda del 9.05.2011