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Martedì 10 Maggio 2011 10:09

Da: Il Sole 24Ore

 

Il rapporto sull'economia - La ripresa c'è ma è ancora debole


Liberalizzazioni per crescere


RACCOMANDAZIONI - Se i conti non dovessero migliorare tagliare la spesa e allargare la base imponibile - Riforma Gelmini promossa, giusto privatizzare l'acqua

 

 

«L'Italia ha superato la pesante recessione causata dalla crisi globale e sembra orientata verso una graduale ripresa».

 

Così il rapporto Ocse sul nostro Paese presentato dal segretario generale Angel Gurrìa nell'ambito del convegno dell'Aspen Institute a Milano. Uno dei punti di forza dell'Italia nell'affrontare la crisi è stato il basso indebitamento del settore privato che significa, rispetto ad altri Paesi dell'area, che la ripresa sarà meno influenzata dall'aumento dei tassi di interesse e da eventuali nuove difficoltà dei mercati finanziari. Inoltre lo stato del settore bancario è molto migliore dei nostri partner e il deficit pubblico è più basso rispetto ad altri paesi.

 

 

Bene anche la riforma dell'università voluta dal ministro Mariastella Gelmini che ha ridotto il gap tra il mondo delle aziende e quello dell'istruzione anche se il ministro fa sapere che non terrà in nessun conto il suggerimento Ocse che invita l'Italia a «aumentare le tasse universitarie». Naturalmente il quadro positivo non significa abbassare la guardia su riforme strutturali e liberalizzazioni. Anzi bisogna riprendere con forza il cammino. L'Ocse invita «la politica fiscale a puntare a un risanamento nel breve e alla sostenibilità nel lungo termine». Sì, certo l'Italia ha ora un quadro soddisfacente per la pianificazione della spesa e dei ricavi nell'arco 2011-13.

 

 

Bene anche l'obiettivo del Governo di ridurre il disavanzo sotto il 3% del Pil entro il 2012. Ma l'Ocse invita a tenere aperta l'opzione di un piano B per il biennio 2013-14. Se le misure previste dal governo per il risanamento dei conti pubblici dovessero subire uno slittamento «si renderanno necessari ulteriori tagli alla spesa, integrati da misure per aumentare le entrate come l'allargamento della base imponibile», ottenibile «eliminando molte agevolazioni fiscali e aliquote ridotte».

 

 

A preoccupare l'Ocse sono «il congelamento dei salari pubblici che avrà termine nel 2013 mentre il bilancio delle Regioni potrebbe diventare difficile da controllare nella fase di transizione verso il federalismo fiscale». Per questo se si dovesse verificare qualche slittamento di queste misure potrebbe rendersi necessario considerare ulteriori tagli di spesa e aumenti sul prelievo.

 

 

Nell'ambito dei possibili interventi fiscali l'Ocse suggerisce «un aumento della tassazione immobiliare» che «può aumentare il gettito perché è difficile da eludere e porta distorsioni ridotte nel breve». Naturalmente le riforme strutturali devono rimanere all'ordine del giorno. Le liberalizzazioni che sono iniziate nel settore dei servizi dovrebbero essere completate ed estese a altri settori, ad esempio ai trasporti e i servizi locali. Infine nel settore dell'acqua «sono necessarie regole basate sulle condizioni del libero mercato, che possono richiedere la piena privatizzazione degli enti di gestione dei rifiuti e della fornitura di acqua». Serve anche in materia una «forte ed indipendente Autorità che agisca in cooperazione con l'Antitrust».

 

 

© Il Sole 24Ore