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Regioni del Sud: Taglia-oneri alla prova! PDF Stampa
Martedì 10 Maggio 2011 10:11

Roma. L'allargamento del piano di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi dalle amministrazioni centrali dello Stato anche alle competenze regionali e degli enti locali (oltreché delle Authority indipendenti) non partirà da zero.

E per il conseguimento entro il 2012 degli obiettivi indicati nel decreto sviluppo di un taglio del 25% della nuova «pressione regolatoria» individuata – con un risparmio che il governo stima in 5,3 miliardi – si rivelerà prezioso il primo lavoro di ricognizione già effettuato dal dipartimento Funzione pubblica con quattro Regioni del Sud...

 

 

 

 

Sviluppo e Lavoro. Decreto per lo sviluppo – Le misure per le imprese e per il lavoro.


«Taglia-oneri» alla prova 


Gli enti chiamati a sfoltire le procedure e garantire tempi certi

 

 

 

ROMA - L'allargamento del piano di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi dalle amministrazioni centrali dello Stato anche alle competenze regionali e degli enti locali (oltreché delle Authority indipendenti) non partirà da zero.

 

E per il conseguimento entro il 2012 degli obiettivi indicati nel decreto sviluppo di un taglio del 25% della nuova «pressione regolatoria» individuata – con un risparmio che il governo stima in 5,3 miliardi – si rivelerà prezioso il primo lavoro di ricognizione già effettuato dal dipartimento Funzione pubblica con quattro Regioni del Sud.

 

 

Si tratta dei territori dell'area convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) con le quali i tecnici di palazzo Vidoni hanno completato una mappatura delle aree regolatorie in cui si concentra il maggior numero di adempimenti per le imprese e quelle per le materie concorrenti tra Stato e Regioni.

 

Un lavoro da cui è scaturito un manuale di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi che farà da base di lavoro per i tecnici del comitato paritetico che, come prevede il Dl, dovrà essere istituito in Conferenza unificata. Le aree regolatorie individuate spaziano dall'edilizia all'ambiente, dall'i-giene e sanità alle norme per lo sviluppo delle energie alternative fino al turismo.

 

 

Materie sulle quali le mappature effettuate hanno già dimostrato ampi margini di semplificazione con interventi sulle stratificazioni di procedimenti amministrativi esistenti e i ricorrenti obblighi di comunicazione per le imprese. «Sicuramente per l'attuazione del nuovo "taglia oneri" si potrà fare tesoro di molte delle cose che abbiamo fatto fin qui», spiega Caterina Chinnici, assessore alla Funzione pubblica e le Autonomie locali della Regione Sicilia, che lo scorso mese di marzo ha approvato una legge di semplificazione che conferma l'obiettivo europeo del taglio del 25% della burocrazia entro il prossimo biennio. «In particolare – aggiunge l'assessore – ci siamo concentrati sull'area regolatoria regionale che riguarda a tutto tondo l'attività di impresa e laddove possibile abbiamo cercato di garantire fin da subito la certezza dei tempi di esecuzione dei procedimenti amministrativi».

 

 

Oltre alla legge siciliana è in dirittura di approvazione una analoga norma delle regione Liguria, mentre in Toscana e Piemonte sono stati effettuati in piena autonomia piani di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi (Piani Moa) in materia ambientale, delle costruzioni, della distribuzione dei carburanti e della programmazione degli incentivi alle imprese. Anche a livello comunale non si partirà da zero. Funzione pubblica e Anci hanno realizzato un primo test di misurazione della «pressione regolatoria» che insiste sul sistema del sportelli unici per le imprese. Otto le amministrazioni coinvolte tra cui Torino, Caltagirone, Reggio Emilia, La Spezia e Faenza.

 

 

«Il risultato più significativo – spiega Claudio Facchini, dirigente a Faenza – è che in quest'area la pressione regolatoria sulle imprese non supera il 10% del totale e che, in molti casi, è difficilmente riducibile. Quello che invece si potrà invece fare sarà di garantire tempi certi per le procedure».

 

 

Un contributo giungerà anche dalle Province. Il leghista Dario Galli (Varese) pensa che verrà seguita la stessa strada per aumentare i controlli di legalità nei subappalti: «Le amministrazioni normalmente più veloci partiranno per prime e poi si troverà una strada per le altre». A tal fine Antonio Saitta (Torino, Pd) ricorda le operazioni di sfoltimento delle procedure già sperimentate nel suo territorio con l'introduzione del-l'«autorizzazione integrata ambientale». Il nuovo ambito di intervento potrebbe riguardare gli appalti con «un'autocertificazione più corposa» oppure provare a chiudere il contenzioso con Equitalia «detraendo gli importi dovuti alla Pa dai pagamenti che le imprese avanzano».

 

 

© Il Sole 24Ore

 

 

Il doppio intervento

 

 

01 IL CREDITO AL SUD

 

 

Il bonus compete ai datori di lavoro che, entro un anno , incrementano il numero di lavoratori dipendenti, svantaggiati o molto svantaggiati , assunti con contratto a tempo indeterminato nelle aree delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Molise, Sicilia e Sardegna. Il credito di imposta viene riconosciuto in misura percentuale dei costi salariali. Il nuovo incentivo è riservato in via esclusiva alle assunzioni effettuate nelle aree svantaggiate L'operatività del bonus è subordinata alla verifica del settore di operatività dell'impresa, al rispetto dei massimali di intensità di aiuto previsti dalla Carta degli aiuti a finalità regionale per l'Italia per il periodo 2007-2013 e al divieto di cumulo con altri aiuti di Stato in relazione agli stessi costi ammissibili.

 

 

 

02 INSERIMENTI ROSA

 

 

La norma prevede la possibilità di assumere, con contratto di inserimento, donne di qualsiasi età, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto sia inferiore almeno del 20% di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10% quello maschile.

 

LA PAROLA CHIAVE

 

 

«Taglia-oneri»

 

Il piano di misurazione e di riduzione degli oneri amministrativi per le imprese si allarga a Regioni ed enti locali, oltre ai settori regolati dalle autorità amministrative indipendenti. Lo prevedono gli ultimi due commi (13 e l4) dell'articolo 6 del decreto sviluppo.

 

La norma modifica l'articolo 25 della legge 133/2008. Perii coordinamento delle metodologie della misurazione e della riduzione degli oneri amministrativi (Piano Moa) verrà istituito, presso la Conferenza unificata, un Comitato paritetico formato da tecnici designati, in parte, dai ministri per la Pa e l'innovazione; la Semplificazione normativa; i Rapporti con le regioni.


 
Da: Il Sole 24Ore. Articolo di Eugenio Bruno e Davide Colombo.