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Mercoledì 11 Maggio 2011 10:33

«Abbiamo valutato insieme al vescovo monsignor Sergio Pintor se ci fossero le condizioni per una permanenza dignitosa - spiega don Mario Curzu responsabile Caritas di Ozieri.

Quindi abbiamo individuato nell'ex convento presso la chiesetta delle Grazie alcuni locali idonei e ci apprestavamo a mettere la struttura nelle migliori condizioni».

Pare però che da Cagliari sia arrivata una chiamata che ha accelerato i tempi di arrivo.

«Stamane siamo stati interpellati per affrontare una situazione che è stata definita di emergenza e quindi ci siamo dati da fare per renderci disponibili ad assistere da subito 17 persone, compresi 5 bambini».

 

 

Città accoglie i primi profughi


Arrivate in città quattro famiglie provenienti da Congo e Nigeria

 

Li hanno accolti i sorrisi e le cure delle donne della Caritas e dell'Azione Cattolica. Loro stanchi, disorientati con i bambini in braccio, i profughi in fuga dal Congo e dalla Nigeria arrivati ieri sera ad Ozieri. Sono sbarcati a Cagliari insieme ad altri 80 compagni di un lungo viaggio. La protezione civile aveva già da diversi giorni chiesto alla Caritas Diocesana di valutare l'opportunità di ospitare almeno tre nuclei familiari, alla fine ne sono arrivati quattro.
ACCOGLIENZA
«Abbiamo valutato insieme al vescovo monsignor Sergio Pintor se ci fossero le condizioni per una permanenza dignitosa - spiega don Mario Curzu responsabile Caritas di Ozieri - Quindi abbiamo individuato nell'ex convento presso la chiesetta delle Grazie alcuni locali idonei e ci apprestavamo a mettere la struttura nelle migliori condizioni».
Pare però che da Cagliari sia arrivata una chiamata che ha accelerato i tempi di arrivo.
«Stamane siamo stati interpellati per affrontare una situazione che è stata definita di emergenza e quindi ci siamo dati da fare per renderci disponibili ad assistere da subito 17 persone, compresi 5 bambini.» Sono state allertate le squadre ed i volontari della protezione civile, le volontarie dell'Azione cattolica e Sardegna solidale, che in tempi record hanno pulito e arredato i locali.
IL PARROCO
«Spero che la popolazione di Ozieri esprima sensibilità - afferma Don Mario - sappiamo bene che anche qui la situazione è difficile, perché alla Caritas si rivolgono tante persone, ma son sicuro della disponibilità della nostra gente ad accogliere uomini, donne e bambini in gravi difficoltà.»
Il telefono del sindaco Leonardo Ladu suona in continuazione.
«Abbiamo avuto la notizia dalla Regione e dal Prefetto e credo che come Comune non ci possiamo tirare indietro di fronte al dramma di queste persone. Mi pare che si stia concretizzando quello che i sindaci sardi avevano proposto per una suddivisione degli accoglimenti in diverse località». Per evitare fraintendimenti il sindaco ha convocato per ieri sera i consiglieri comunali, con il fine di informare correttamente la città.
 
INCOGNITA
Nulla si sa comunque sulla permanenza di queste persone, ma le ipotesi avanzate dal coordinamento della Protezione civile parlano di almeno un mese. Nella struttura individuata ci sono anche cucine e sale refettorio utilizzate prima dai frati e poi dalle suore. L'idea è quindi quella di garantire tutto il necessario nello stesso stabile.
A quanto pare le spese saranno tutte in carico alla Protezione civile, ma è facile ipotizzare che siano necessari adeguati interventi di assistenza, oltre che di carattere sanitario.
 
L'Unione Sarda dell'11.05.2011