Home Corte dei Conti PARERE 28/2011 - CUMULO DI CARICHE E INDENNITA' DEI SINDACI
PARERE 28/2011 - CUMULO DI CARICHE E INDENNITA' DEI SINDACI PDF Stampa

 

 

 

Con deliberazione n. 28 del 2011 la Corte dei Conti, Sezione del Controllo per la Regione Autonoma della Sardegna, si è espressa in merito alla normativa applicabile all’indennità spettante al Sindaco di un Comune che sia anche capoluogo di Provincia, quando questa sia di nuova istituzione.

La Regione Autonoma Sardegna, con legge reg ionale n. 9 del 2001, ha istituito quattro nuove Provincie (Medio Campidano, Carbonia Iglesias, Ogliastra ed Olbia Tempio) stabilendo con successiva legge 10 del 2002 che per gli amministratori degli enti locali della Sardegna la misura delle indennità di funzione e dei gettoni di presenza è determinata, senza maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato e della Regione, con decreto del Presidente della Regione (su conforme deliberazione della Giunta Regionale, adottata su proposta dell’Assessore regionale degli enti locali, sentita la Conferenza Regioni – Autonomie locali, qualora istituita, ovvero sentore le associazioni maggiormente rappresentative).

Fino all’emanazione del decreto, peraltro, non si applicano le norme che incrementano le indennità degli amministratori in relazione alla qualità di capoluogo del Comune.

Poiché il decreto presidenziale non è ancora stato adottato, ne consegue che trova piena applicazione in materia la normativa nazionale. Occorre quindi avere riguardo soltanto alla classe demografica di appartenenza del Comune, e qualora vi siano, devono anche essere applicate le disposizioni limitative degli aumenti delle stesse indennità previste dal legislatore nazionale.

Giova quindi ricordare, con riguardo alla normativa nazionale, che, come già chiarito dalla Corte dei Conti e al Sindaco che rivesta contemporaneamente la carica di consigliere provinciale posso essere corrisposti:

– per quanto riguarda il periodo di vigenza del decreto legge 78 del 2010 convertito con emendamenti, oltre che l'indennità di funzione di Sindaco, anche i gettoni di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni in qualità di Consigliere provinciale;

– per il periodo successivo all'entrata in vigore della legge 122 del 2010 soltanto un emolumento e pertanto, a scelta, o l'indennità di funzione o i gettoni di presenza. Una tale soluzione è imposta dalla coerente applicazione dei principi suesposti in tema di effetti della mancata conversione, o della conversione con emendamenti, di un decreto legge.

Per quanto concerne poi l'interpretazione dell'espressione di cui all'art. 5 comma 11 del D.L. 78 come convertito “chi è eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può comunque ricevere più di un emolumento, comunque denominato, a sua scelta”, la Corte dei Conti ritiene che la norma faccia riferimento indistintamente ai diversi livello di governo anche propri di Enti diversi. Inoltre, il termine “emolumento” è da interpretarsi nella sua accezione più ampia e quindi comprensiva di qualsiasi compenso, sia a titolo di indennità di presenza, sia a titolo di gettone di presenza.

Infine, il Giudice Contabile ha stabilito che gli amministratori che in ragione del loro mandato si rechino fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, possono percepire oltre al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute anche il rimborso di quelle per il soggiorno.

Prima della conversione con legge 122/2010 del DL 78/2010, infatti, era previsto un “rimborso forfettario per le altre spese”, mentre oggi, l'art. 84 comma I del TUEL cita esclusivamente le spese di viaggio effettivamente sostenute, nella misura fissata con decreto del Ministro dell'Interno e del Ministro dell'Economia previa intesa con la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali.

Tuttavia, nonostante l'apparente esclusione delle spese di soggiorno, queste sono invece inserite nel comma II dello stesso art. 84 del TUEL. Infatti “la liquidazione del rimborso delle spese è effettuata dal Dirigente competente, su richiesta dell'interessato, corredata dalle spese di viaggio e di soggiorno effettivamente sostenute”. L'inevitabile incertezza dovuta al dato letterale è stata comunque risolta in sede di Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali: anche le spese di soggiorno, effettivamente sostenute e documentate, potranno essere rimborsate, nella misura dell'80% degli importi indicati nel Decreto Interministeriale del 12 febbraio 2009 n. 37246. ciò sino a che non sia approvato un nuovo  Decreto Interministeriale che definisca in modo maggiormente preciso i limiti massimi dei rimborsi. Tanto, si ribadisce, in attesa della effettiva emanazione del decreto presidenziale che stabilisca, secondo i criteri predetti, la misura delle indennità.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Giugno 2011 07:27