Home Ultime Giovani, stranieri, single: la mappa dei Comuni
Giovani, stranieri, single: la mappa dei Comuni PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:36
Poche le donne sindaco: solo il 10 per cento del totale. Il Sud senza extracomunitari rischia di invecchiare


Finora Blevio era conosciuta perché qui hanno/avevano scelto di vivere la rossa Milva, il rossonero Andriy Shevchenko, il nerazzurro Karl Heinz Rummenigge, la spesso in nero Ivana Spagna più qualche altro vip di rincalzo. Da oggi questo paesino sul lago di Como diventa capoluogo del divorzio all’italiana: su 1.256 residenti i mariti e le mogli che si sono detti addio sono 208. Il 16,6 per cento, primato nazionale assoluto. Con buona pace di Renzo e Lucia che proprio da queste parti si erano intestarditi per quel matrimonio che «non s’ha da fare». Anche la casella di Sassinoro, in Campania, va aggiornata: non solo mozzarelle di bufala e vino rosso ma record nazionale di celibi e nubili: il 60 per cento dei 631 residenti anche se scapoloni e zitelle in caccia devono sapere che l’età media è piuttosto alta. Sempre meglio di San Giorgio Scarampi, in Piemonte, dove i posti vacanti sono davvero pochi con il 70 per cento dei residenti sposato. Non è dato sapere se felicemente oppure no, ma pure questo è un record. L’Italia vista da piazza municipio. Il nostro Paese letto attraverso i mille dati e indicatori che i comuni raccolgono ogni giorno e infilano in tabelle e grafici, spesso destinati a restare chiusi in archivio. Il tutto racchiuso in un volume che sarà distribuito domani a Torino, in occasione dell’Assemblea dell’Anci, l’associazione nazionale dei comuni italiani. Quasi 200 pagine ricche di curiosità e sorprese: il comune con più vedovi e vedove è Roio del Sangro, in Abruzzo, dove è rimasto da solo il 29 per cento dei suoi 124 abitanti. Quello più affollato è Portici, in Campania, con più di 12 mila persone stipate per chilometro quadrato contro le 0,92 del deserto di Briga Alta, in provincia di Cuneo. E ancora, quello più ricco è Ayas, in Valle d’Aosta, con un reddito medio di 61.718 euro, quello più povero Platì, in Calabria, con 2.112 euro. Ma non ci sono solo spigolature in queste pagine. C’è la storia di un Paese che cambia. E soprattutto che invecchia. Al 31 dicembre del 2008, un italiano su cinque aveva ormai più di 65 anni. Non tutti arrivano al record nazionale di Marcetelli, nel Lazio, dove sono over 65 quasi sette abitanti su dieci. Ma nel grigio panorama nazionale brilla davvero come un’eccezione il caso di Lauregno o Laurein, in Alto Adige, dove una persona su quattro ha meno di 25 anni. Se guardiamo l’Italia nel suo complesso il risultato è che ogni 100 ragazzi con meno di 15 anni ci sono 143 persone che di anni ne hanno più di 65. «Un problema anche per i Comuni — avverte Angelo Rughetti, segretario generale dell’Anci — visto che proprio sulle loro spalle pesa la maggior parte dei servizi sociali». Che futuro ci aspetta? Fino a qualche anno fa gli esperti sostenevano che entro il 2050 l’Italia avrebbe sfondato la soglia psicologica (e diseconomica) dei 5 milioni di over 80. Gli stessi esperti prevedevano un Nord fatto di culle vuote e centri anziani pieni, mentre il Sud avrebbe continuato a sostenere almeno un po’ il nostro debole tasso di natalità. Adesso gli scenari stanno cambiando: «L’effetto dell’immigrazione — spiega Antonio Golini, professore di Demografia alla Sapienza di Roma — potrebbe invertire la situazione». Gli extracomunitari, che fanno più figli di noi, preferiscono vivere nelle regioni settentrionali perché lì c’è più lavoro. «Alla lunga — dice ancora Golini — questo potrebbe portare ad un Nord più giovane e con più figli ed un Sud più vecchio e con meno figli. Un vero paradosso rispetto alla consolidata storia del nostro Paese». Se gli immigrati continueranno ad arrivare con lo stesso ritmo degli ultimi tempi, tra i 400 e i 500 mila l’anno, e la loro meta abituale dovesse rimanere il Centro Nord, la situazione si dovrebbe capovolgere tra il 2020 e il 2025. Ma anche qui c’è un ma. «È molto probabile — dice ancora il demografo — che la crisi economica rallenti il flusso migratorio. Già abbiamo visto diversi segnali di questo fenomeno con i tanti italiani che riprendono a fare lavori che prima rifiutavano come la colf, la badante, il bracciante nei campi». In questo caso il sorpasso del Nord giovane sul Mezzogiorno vecchio sarebbe almeno rimandato di qualche anno. Per il momento, però, l’immagine è ancora quella di un Paese con i capelli bianchi. Anche qui c’è la solita eccezione: Villa Biscossi, in provincia di Pavia, che nel 2008 ha fatto registrare un indice di natalità davvero record, il 39,4 per mille. Ma in fondo si tratta di tre bambini venuti al mondo su 76 residenti. E sono più che bilanciati dai 164 comuni che in tutto l’anno non hanno visto spuntare nelle loro strade nemmeno un fiocco rosa o azzurro. Considerando l’intero territorio nazionale il tasso di natalità è pari a 9,86 nati ogni mille abitanti. C’è sì una crescita del 5,1 per cento rispetto al 2005 ma anche qui a sostenere il dato sono soprattutto gli stranieri. Non solo di demografia parla il volume dell’Anci. «Sarà rivisto ogni anno — spiega il segretario generale Rughetti — e sarà una fotografia sempre aggiornata dei cambiamenti sociali, economici, finanziari del nostro Paese». E anche dei Comuni stessi, intesi come amministrazione, che per il momento rispecchiano l’Italia in modo abbastanza fedele. Su 8.100 sindaci ad indossare la fascia tricolore sono soltanto 827 donne, anche se rosa è la guida di tre grandi città come Milano, Napoli e Genova. Le donne rappresentano il 10,7 per cento del totale, davvero pochino anche se prima delle ultime elezioni eravamo ancora più indietro con il 9,8 per cento. L’età media non è proprio bassa, considerando che spesso quello di sindaco è uno dei primi incarichi per chi vuole fare carriera politica. Per gli uomini siamo a 51 anni, per le donne a 49. La categoria degli under 35 compare meno del 5 per cento del totale.



L'articolo di Lorenzo Salvia pubblicato dal Corriere della Sera è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.