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Sindaci sardi: No allo spostamento dei pastori! PDF Stampa
Lunedì 16 Maggio 2011 09:46

Sindaci sono pronti.

L’idea è del primo cittadino di Perdasdefogu - a rivolgersi a un avvocato e impugnare il provvedimento di sequestro, chiedono di essere una parte sempre presente nel tavolo di crisi convocato dalla Regione.

Ma nutrono precisi dubbi su alcune parti dell’inchiesta, a cominciare dall’ormai famoso “agnello a due teste”.

 

 

I sindaci contrari allo spostamento dei pastori


PERDASDEFOGU. I sindaci sono pronti - l’idea è del primo cittadino di Perdasdefogu - a rivolgersi a un avvocato e impugnare il provvedimento di sequestro, chiedono di essere una parte sempre presente nel tavolo di crisi convocato dalla Regione, nutrono precisi dubbi su alcune parti dell’inchiesta, a cominciare dall’ormai famoso “agnello a due teste”.
«Ho visto le carte - spiega il sindaco Mura - il perito ha analizzato due campioni dello stesso agnello: in uno ha trovato uranio, nell’altro no. C’è qualcosa che non torna, dunque.
Tant’è che lui stesso scrive che è necessario, in mancanza di dati univoci, fare nuove analisi». «Se, come dicono, è morto subito, come ha fatto a pascolare e ad ammalarsi? Ci costituiremo parte civile» annuncia il sindaco di Arzana, Marco Melis. «Abbiamo 4800 ettari dentro la base - dice il primo cittadino di Villagrande, Giuseppe Loi - ma non siamo citati nel decreto di sequestro, per cui i nostri pastori non si sposteranno». «Noi - spiega invece, sconfortato, il sindaco di Villaputzu, Gianfranco Piu - abbiamo anche subito il sequestro delle fonti: è un danno irrimediabile. Chiederemo al procuratore di sospendere tutto.
Dove lo portiamo il bestiame? Vogliono forse innescare una guerra civile?». «Il nostro - conclude il sindaco Mura - è un territorio bellissimo e tutt’altro che inquinato. Siamo l’ultimo Far west della Sardegna, è una delle più belle aree ambientali. Invece siamo stati dichiarati morti, ancora prima di trovare i dati e le cause».
La Nuova Sardegna del 16 Maggio 2011.