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Aperta l’istruttoria su Sardinia Ferries, Moby, Gnv e Snav PDF Stampa
Mercoledì 18 Maggio 2011 17:54

Cagliari. L’istruttoria è aperta. Finalmente. L’Antitrust da ieri indaga sull’ultimo micidiale caro traghetti e sul possibile cartello, sarebbe fuorilegge, fra le compagnie private Grandi Navi Veloci, Moby, Snav e Forship-Corsica/Sardinia Ferries, cioè su tutte e quattro le flotte che quest’estate faranno rotta da e per la Sardegna.

L’Authority - fa sapere - indagherà subito per capire se, all’inizio dell’anno, gli armatori hanno stretto (o meno) quel patto sottobanco, che subito dopo avrebbe scatenato l’aumento generalizzato delle tariffe: dal 60 al 150 per cento in appena un anno.

 

 

Il costo del carburante non giustificherebbe l’aumento delle tariffe

 

 

Il titolo del possibile reato contestato al quartetto forse è proprio fra le righe quell’accordo, se c’è stato, denunciato più volte dai consumatori e anche dalle giunte regionali della Sardegna e della Liguria. Che qualcosa di clamoroso stava per accadere, all’Antitrust, era stato chiaro giorni fa dopo le dichiarazioni a sorpresa di chi presiede i giudici garanti del mercato e della concorrenza.

 

Venerdì Antonio Catricalà, il presidente appunto, si era detto deluso nei confronti del governo, perché nel decreto Tremonti, quello per lo sviluppo, non aveva previsto l’Autorità di vigilanza sui trasporti. «Organismo - queste erano state le sue parole - di cui invece abbiamo assoluta necessità per le posizioni purtroppo dominanti di alcune società pubbliche e private».

 

 

Amareggiato la settimana scorsa, e poi operativo alla ripresa del lavoro, Catricalà. Lunedì ha dato il via libera all’istruttoria e anche incaricato il nucleo “tutela dei mercati” della Finanza di notificare il provvedimento alle quattro compagnie.

 

 

Che ieri mattina, nelle loro sedi legali, hanno dovuto spalancare le porte agli investigatori dell’Antitrust, incaricati da Roma anche di ispezionare gli uffici commerciali, per farsi consegnare infine diversi documenti. Fra le possibili fonti di prova finite nelle valigette dei finanzieri, ci sarebbero soprattutto i verbali delle riunioni in cui, ciascuna per proprio conto, Grandi Navi Veloci, Moby, Snav e Forship hanno deciso - intorno a dicembre - l’aumento delle tariffe da una stagione all’altra. Aumenti da loro sempre giustificati con una motivazione ancora poco credibile per molti: il balzo in avanti del prezzo del petrolio dopo le rivolte sulla sponda sud del Mediterraneo.

 

Con a ruota, si sa, quell’effetto devastante scatenato da gennaio in poi e denunciato all’Authority, questo: rincari sui traghetti da 400 euro fino a un massimo di 500 sulle varie rotte (Genova-Olbia, Genova-Porto Torres, Genova-Porto Torres, Livorno-Golfo Aranci) per quattro persone - due adulti e due bambini - con auto al seguito. E con in più il sospetto che gli aumenti siano stati ufficializzati più o meno tutti negli stessi giorni proprio per monopolizzare il mercato e così mettere con le spalle al muro i consumatori.

 

Consumatori, nel frattempo, neanche protetti dai prezzi calmiere della Tirrenia, che proprio in quelle settimane chissà perché aveva l’ufficio prenotazioni bloccato. Ma questo è un altro capitolo intricato su cui comunque l’Antitrust pare intenzionata a indagare lo stesso.

 

Alla fine, c’è la possibilità che il garante dia uno sguardo, molto attento, persino alla gara di privatizzazione della Tirrenia, in cui, guarda caso, le prime pretendenti all’acquisto sono proprio tre delle quattro compagnie oggi sotto scacco: Snav, Moby e Grandi Navi Veloci. È davvero un pasticcio all’italiana.

 

 

Da: la Nuova Sardegna.