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La flotta della Regione salpa il 15 giugno PDF Stampa
Venerdì 20 Maggio 2011 11:42
La flotta sarda c’è: pronta, tirata a lucido. Battezzata, varata, salperà il 15 giugno. Subito i nomi, per capire meglio di che pasta è fatta l’avventura: la prima, è «Dimonios», l’inno della Brigata Sassari, l’altra, «Scintu», il maresciallo Raimondo Scintu, medaglia d’oro della Grande Guerra.
Provincialismo? 
Chissà, certo è senso dell’appartenenza, in navigazione, l’assessorato ai trasporti è sardista...

 

 

La flotta della Regione salpa il 15 giugno

 


Prezzi concorrenziali sulle due navi battezzate Dimonios e Scintu in onore della Brigata

 

Le due linee: Golfo Aranci-Civitavecchia e Savona/Vado-Porto Torres
CAGLIARI. La flotta sarda c’è: pronta, tirata a lucido. Battezzata, varata, salperà il 15 giugno. Subito i nomi, per capire meglio di che pasta è fatta l’avventura: la prima, è «Dimonios», l’inno della Brigata Sassari, l’altra, «Scintu», il maresciallo Raimondo Scintu, medaglia d’oro della Grande Guerra. Provincialismo?
Chissà, certo è senso dell’appartenenza, in navigazione, l’assessorato ai trasporti è sardista. Anche se nelle prossime ore i detrattori cannoneggeranno a volontà su questo e molto altro ancora. «Ma non affonderemo», dice il commodoro Ugo Cappellacci.
Comunque sia, per passione e coraggio, oppure senso della sfida e dell’onore, sulla traccia dell’enfasi cercata e voluta dai padrini - Christian Solinas e Luigi Crisponi, gli assessori - dal 15 giugno la flotta sarda farà rotta sulla Civitaveccchia-Golfo Aranci-Civitavecchia, giornaliera, e dal 20 sulla Savona/Vado-Porto Torres, quattro volte alla settimana. I prezzi sono favolosi e saranno gli stessi per residenti e turisti: sempre intorno al cinquanta per cento in meno delle tariffe finora imposte dagli armatori privati, e dunque sono persino più vantaggiosi del listino Tirrenia.
Con un particolare decisivo: le tariffe regionali sono trasparenti, con la formula del tutto compreso, anche di tasse portuali. Così, alla faccia del caro traghetti, ad agosto una famiglia di quattro persone, due adulti e due bambini, cabina interna, con auto al seguito, con la Regione spenderà al massimo 460 euro, contro gli 885, in media, di qualunque altra flotta, comprese le quattro inquisite l’altro giorno dall’Antitrust. Il bello sta tutto qui, nei prezzi.
Oggi, a mezzogiorno, la Saremar aprirà le prenotazioni sul suo sito, www.saremar.it, che diventerà quello ufficiale della prima nostra compagnia di bandiera - ecco un altro estratto del Cappellacci-pensiero - dove i Quattro Mori sventoleranno da subito col resto del Gran Pavese. Mori che campeggeranno dappertutto sulle due navi noleggiate, a 15 mila euro al giorno dai cantieri Visentini di Rovigo.
La Sardegna sarà dovunque sulle «Ro-Pax», varate nel 2009, 24 nodi di velocità, che trasporteranno 836 passeggeri, 432 i posti-letto, 300 auto e diversi camion negli oltre duemila metri di garage. Il marchio sarà sulle fiancate, sul fumaiolo, sulle scalette, alla reception, nei nomi delle stanze, al bar, nei menu del ristorante e anche sulla bocca di buona parte dell’equipaggio. Un exploit. «Fate rotta con noi verso un cuore d’acqua», oppure «Preparate le valigie, che veniamo a prendervi», sono gli slogan della campagna di lancio, a Roma, Milano e Genova, che farà da spalla alla flotta.
Tre milioni, in totale, saranno investiti nella promozione, fa sapere l’assessore al turismo, Crisponi, col collega ai trasporti, Solinas, che gli va a ruota: «È una grande scommessa, che grazie all’impegno della Saremar e dell’assessorato, è diventata realtà».
Realtà sperimentale, fino al 15 settembre, cullata insieme all’ipotesi di aprire presto altri fronti, più a sud: Livorno-Olbia, per le merci, e Civitavecchia-Cagliari, corsa ieri pretesa da un candidato sindaco del centrodestra in affanno mal ballottaggio, Massimo Fantola. Unica debolezza, la promessa elettorale, mostrata da un governatore, che, al momento del varo, 24 slide sparate sul maxi schermo, riesce lo stesso a dare un senso politico alla flotta: «Non è contro qualcuno - dice - ma per la Sardegna».
Nell’elenco dei contro avrebbe potuto metterci (ma non la farà) il ministro Matteoli, la Tirrenia e gli armatori, quelli del cartello, giusto per dirla fuori dai denti. «Lo ripeto - aggiunge - il nostro non è un atto di guerra, ma soltanto legittima difesa.
Ci siamo schierati, per evitare di essere schiacciati. Ai turisti, anche col bonus vacanze, e agli operatori, con le navi, abbiamo restituito la voglia di Sardegna, ai primi, e la serenità economica, ai secondi». C’è di più, nel core business: «Adesso - continua Cappellacci - qualcuno dovrà smetterla con l’arroganza del passato. Mentre noi pretendiamo che da subito ci sia riconosciuta pari dignità».
Questa parte del messaggio, almeno così è parso, il governatore lo ha indirizzato al commissario straordinario della Tirrenia: «Non corra, D’Andrea.
Aspetti prima di privatizzare, deve sentire anche il nostro parere. Siamo noi i titolari della continuità territoriale e un articolo dello Statuto ci dà ragione. Siamo pronti col ricorso, ma allo scontro non vogliamo arivare».
Dunque: «Facciamo scemare la tensione e ritorniamo a trattare».
Chissà cosa accadrà intorno al pasticcio Tirrenia, peggio di così. Ma intanto la lezione muscolare della Regione è stata capita dagli armatori privati e si sono adeguati: tra oggi e domani, sulle loro rotte dovrebbero ritornare gli sconti scomparsi. La prima sfida era questa ed è stata subito vinta.
La Nuova Sardegna del 20.05.2011.