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Tirrenia, armatori in pressing PDF Stampa
Venerdì 20 Maggio 2011 11:45

Compagnia italiana di navigazione fa rotta verso la conquista di Tirrenia, ma le turbolenze restano sulle rotte tra la Sardegna e la penisola.

Nessun altro pretendente si è fatto avanti entro le 10 di ieri mattina, il termine fissato per la presentazione delle offerte vincolanti.

E così la cordata degli armatori napoletani Manuel Grimaldi, Vincenzo Onorato (Moby) e Gianluigi Aponte (Grandi Navi Veloci e Snav) è rimasta l'unica in gara.

 Ora sono attesi i pareri del comitato di sorveglianza di Tirrenia e del ministero dello Sviluppo economico...

 

 

 

Tirrenia, armatori in pressing

 

 

Gara verso l'aggiudicazione, le compagnie alzano il tiro

 

Compagnia italiana di navigazione fa rotta verso la conquista di Tirrenia, ma le turbolenze restano sulle rotte tra la Sardegna e la penisola.
Nessun altro pretendente si è fatto avanti entro le 10 di ieri mattina, il termine fissato per la presentazione delle offerte vincolanti. E così la cordata degli armatori napoletani Manuel Grimaldi, Vincenzo Onorato (Moby) e Gianluigi Aponte (Grandi Navi Veloci e Snav) è rimasta l'unica in gara.
Ora sono attesi i pareri del comitato di sorveglianza di Tirrenia e del ministero dello Sviluppo economico, ma le compagnie continuano a fare pressing sul Governo, che a sua volta bussa a Villa Devoto. «O Cappellacci ritira la flotta sarda oppure noi ci tiriamo indietro». Più o meno sarebbe questo il messaggio ribadito ieri dagli armatori al Governo. Tanto che il commissario straordinario, con la scusa dei pareri del comitato di sorveglianza e del ministero, si è preso altri dieci giorni di tempo.
IL PRESSING
Sul pressing delle compagnie sul Governo filtrano solo indiscrezioni, non vengono confermate dalla Regione. Ma sindacati e funzionari regionali giurano che le telefonate tra Palazzo Chigi e Villa Devoto siano più che insistenti. «Sono pronto a sedermi a un tavolo con Governo e armatori», assicura Cappellacci, che però nega qualsiasi tipo di pressione, ma chiede certezze al Governo. O gli armatori abbassano le tariffe oppure indietro non si torna e le navi con i quattro mori solcheranno il Tirreno.
LA GARA
Sul tavolo del commissario straordinario Giancarlo D'Andrea è rimasta dunque solo l'offerta vincolante della cordata partenopea, l'unica, delle due arrivate a marzo, ad essere stata considerata concreta: Cin aveva messo sul piatto 380 milioni per l'acquisto di Tirrenia, di cui 200 cash all'atto dell'aggiudicazione e il resto in tre rate da circa 60 da liquidare una volta ottenuti i 72 milioni annui per otto anni di contributi pubblici.
La proposta, tuttavia, secondo alcune indiscrezioni dovrebbe essere più bassa rispetto alla valutazione di minimo 380 milioni fatta dall'advisor del ministero dello Sviluppo economico. Un altro soggetto interessato (Mediterranea Holding) aveva intanto chiesto di avere una settimana in più per presentare la propria offerta, e il 12 maggio D'Andrea ha deciso di far slittare il termine.
Ieri però solo Cin ha inviato ulteriori documenti. Dunque, il commissario ha avviato l'aggiudicazione. I sindacati chiedono che si concluda al più presto, con l'obiettivo di «fare chiarezza sul futuro di Tirrenia, avviando», propone Giovanni Luciano (Fit), «un confronto» con le parti.
E di fronte al rischio che «si possano presentare nel prossimo futuro», evidenzia Giuseppe Caronia (Uilt), «problemi occupazionali», i sindacati chiedono che si inizi a discutere dal nodo lavoro. Il Pd, intanto, avverte che la compagnia marittima «si appresta a passare nelle mani della concorrenza: si va da un monopolio pubblico inefficiente ad un monopolio privato che impedisce la concorrenza e non risolve il vero problema dei costi».
CLASS ACTION
 
 Intanto, la Casa del consumatore, associazione specializzata nella tutela del turista, lancia una class action contro le compagnie indagate dall'Antitrust. Per aderire, basta inviare (mail o fax) copia dei biglietti allo Sportello del Turista di Genova.
l'Unione Sarda del 20.05.2011.