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Call center Sky, in 1200 oggi incrociano le braccia. PDF Stampa
Lunedì 23 Maggio 2011 08:37
Hanno in media tren'anni. Ma non sono più i ragazzi di una volta, di quando i call center Sky avevano appena aperto i battenti.
Molti di quei giovani oggi sono sposati, con figli, e un mutuo da pagare. Lavoratori diventati veri professionisti ma senza certezze.
Le chiedono con forza, a Sestu, nonostante tutti abbiano un contratto a tempo indeterminato, viste le ultime politiche dell'azienda sugli investimenti da destinare in Italia, sul mantenimento delle attuali sedi (in particolare Roma e Cagliari) e sugli appalti, con sempre maggiori quote di lavoro delocalizzate.

 

 

Call center Sky, in 1200 oggi incrociano le braccia

 

Hanno in media tren'anni. Ma non sono più i ragazzi di una volta, di quando i call center Sky avevano appena aperto i battenti. Molti di quei giovani oggi sono sposati, con figli, e un mutuo da pagare. Lavoratori diventati veri professionisti ma senza certezze.
Le chiedono con forza, a Sestu, nonostante tutti abbiano un contratto a tempo indeterminato, viste le ultime politiche dell'azienda sugli investimenti da destinare in Italia, sul mantenimento delle attuali sedi (in particolare Roma e Cagliari) e sugli appalti, con sempre maggiori quote di lavoro delocalizzate. Dissentono dalla scelta aziendale di congelare, di fatto, le retribuzioni dei lavoratori del gruppo per i prossimi anni e di non riconoscere gli aumenti previsti dai rinnovi del Ccnl.
Tutto questo malgrado una sentenza del Tribunale di Milano giudichi il passato assorbimento dei superminimi antisindacale.
IN MATTINATA
Oggi sarà sciopero. «Braccia incrociate», fanno sapere Cgil, Cisl e Uil. Giornata di protesta a cui aderiranno i lavoratori di Sky, Teleperformance e Almaviva e di altri call center in subappalto, che oggi occupano in Italia migliaia di lavoratori proprio sulla commessa di Sky. È una giornata nazionale di mobilitazione di filiera a difesa del contratto e dell'occupazione che vede manifestazioni a Cagliari, Roma, Milano, Palermo. Mentre ieri lo sciopero ha interessato i lavoratori degli studi televisivi del tg, dello sport, e dell'intrattenimento.
I SINDACATI
«Tra le principali preoccupazioni qui a Sestu c'è quella di tutelare una delle più grosse realtà produttive del territorio sardo, con 1200 lavoratori.
Negli ultimi due anni Sky, pur avendo sempre investito su un'immagine di qualità, sta attuando una politica silente ma ormai chiara di delocalizzazione delle attività lavorative verso outsourcer che erogano un'assistenza clienti decisamente meno qualificata, e che oggi lavorano l'80 per cento del traffico di chiamate, mentre solo il venti viene gestito dal personale qualificato dipendente», spiega Andrea Angius di Rsu-Sky e componente della UilCom.
«Scioperiamo perché l'azienda è zitta sui volumi di lavoro che andranno via dall'Italia. La nostra professionalità dev'essere tutelata e il lavoro non può essere svenduto al ribasso in Albania o in Croazia. Chiediamo un tavolo di confronto dove alle nostre domande seguano delle risposte certe», conclude Antonello Marongiu di Slc-Cgil Sky a Sky.
L'Unione Sarda del 23.05.2011