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Il revisore vigila anche sul merito PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:38

Nel decreto attuativo della riforma del pubblico impiego i contratti decentrati incontrano anche un deciso aumento delle forme di controllo. Il compito spetta ai revisori dei conti, che in primo luogo devono verificare la compatibilità dei costi. Si tratta di un ruolo che i revisori già svolgono sulla base del D1gs 165/2001, ma ora la compatibilità da verificare è anche quella con i vincoli «derivanti dall'applicazione delle norme di legge», a partire dalle «disposizioni inderogabili che incidono sulla misura e sulla corresponsione dei trattamenti accessori». Ai revisori, insomma, viene attribuito un compito di controllo complessivo sul contenuto dei contratti locali, traducendo così in legge le indicazioni della Corte dei conti. I revisori sono direttamente responsabilizzati nella verifica della concreta applicazione dei vincoli meritocratici introdotti dal decreto nell'erogazione del trattamento economico accessorio. Viene previsto inoltre che i contratti decentrati siano accompagnati da una relazione illustrativa e da una tecnico-finanziaria. Queste relazioni, importante elemento di novità, andranno redatte sulla base di un modello che sarà preparato dalla Ragioneria generale dello Stato e dalla Funzione pubblica, allo scopo di far emergere subito eventuali illegittimità o elusioni delle regole. Le relazioni devono inoltre essere certificate dai revisori dei conti. I contratti decentrati dovranno essere inviati in copia non solo all'Aran, come avvenuto fino ad oggi, ma anche al Cnel, che viene responsabilizzato dalla legge 15 ad effettuare forme di monitoraggio sull'andamento delle relazioni sindacali pubbliche.

 

L’articolo di G. Trovati pubblicato da Il Sole 24Ore è inserito nella Rassegna Stampa presente nell’area Ufficio Stampa.