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I pastori sardi a Bruxelles PDF Stampa
Lunedì 23 Maggio 2011 09:01
Eluse promesse di aiuti per far fronte alla crisi, realtà del potere contrattuale delle OP (organizzazioni pastori) nel riuscire a ottenere dagli industriali un prezzo di vendita del latte che si avvicini agli 85 centesimi al litro contro gli attuali 60, fondi in arrivo oppure no, prospettive lontane e vicine.
La sfiducia è massima.
La parola d'ordine è un niet grande quanto una casa: «Mai più delegare ad altri la nostra battaglia, se non vogliamo assecondare il divide et impera»...

 

I pastori a Bruxelles


Il leader Floris: «Pronti a fare le barricate»

Eluse promesse di aiuti per far fronte alla crisi, realtà del potere contrattuale delle OP (organizzazioni pastori) nel riuscire a ottenere dagli industriali un prezzo di vendita del latte che si avvicini agli 85 centesimi al litro contro gli attuali 60, fondi in arrivo oppure no, prospettive lontane e vicine.
La sfiducia è massima e la parola d'ordine è un niet grande quanto una casa: «Mai più delegare ad altri la nostra battaglia, se non vogliamo assecondare il divide et impera».
LA BATTAGLIA
Il Movimento pastori sardi guidato da Felice Floris, sabato scorso è approdato a Orgosolo in un auditorium comunale affollato. Obiettivo: «Reclutare altri soldati per andare sotto il palazzo della Commissione europea prima che si definisca la Politica agricola comunitaria 2014- 2020», ricorda Floris.
Aleggia la nuova coscienza, con le donne in prima linea, e giovani spesso laureati che vanno ad armi pari al confronto con i poteri forti. Tutti lì a spiegare e fornire dettagli. Tanto che anche le ultime sacche di scetticismo tra gli allevatori locali - 170 sono le aziende nel paese dei murales - si smaterializzano. Ma più forte e tangibile è una generale aria di disincanto.
Alla sbarra, ancora una volta, il carico di presunte negligenze da parte della Regione: «I venti sono davvero di guerra».
LE ACCUSE
Tra le accuse al governo Cappellacci c'è l'aver «perso 30 milioni sul benessere animale perché non è stato ancora rimodulato il programma di sviluppo rurale». Non mancano i consueti tiri ad alzo zero contro la Coldiretti: «I due dirigenti nazionali si prendono all'anno, l'uno 800 milioni di lire, l'altro un miliardo.
Come possiamo allearci con loro? Sarebbero le prime vittime delle nostre marce». E le arringhe che stigmatizzano «la circolazione di false informazioni che ci sviliscono come assistiti in attesa della manna dal cielo, come i contributi della legge 15 - punta il dito una delle pasionarie, Francesca Del Rio di Sindia - l'accordo di novembre è stato disatteso. Noi siamo molto di più, crediamo nelle cooperative come strumenti per navigare sul mercato, stiamo bloccando i pignoramenti delle aziende di comparto».
IL PROGRAMMA
La prossima barricata in calendario sarà a Barbusi, frazione di Carbonia: «Invito tutti a esserci - è l'appello di Federico Floris, figlio del leader - non ci sarà solo l'ufficiale giudiziario, ma anche il fabbro e le forze dell'ordine».
Il vocabolo che torna più spesso è dignità. «Possono toglierci tutto ma non le nostre idee», proclama la portavoce Maria Barca. Il sindaco Dionigi Deledda dichiara piena solidarietà. Francesca Gungui

l'Unione Sarda del 23.05.2011