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Vertice a Cagliari per i radar lungo le coste PDF Stampa
Mercoledì 25 Maggio 2011 10:06
Cagliari: immagine aereaCagliari. Convocati in prefettura i quattro sindaci.
Dalla prefettura fanno sapere che quella di oggi sui radar costieri è solo una riunione tecnica, programmata e neanche urgente.
Ma il montare del fronte del no a S. Antioco, Fluminimaggiore Tresnuraghes e Sassari-L’Argentiera fa escludere che l’incontro possa passare come un appuntamento di routine...

Non lo può essere soprattutto perché la lettera di convocazione è stata spedita ai sindaci dei 4 campi-presidio. E proprio i 4 sindaci (Mario Corgiu, S.Antioco, Pier Giuseppe Massa, Fluminimaggiore, Antonio Cinellu, Tresnuraghes, e Gianfranco Ganau, Sassari) sono stati finora in testa alla rivolta popolare contro l’installazione dei radar anti-immigrati.
Attraverso i sindaci il prefetto si rivolgerà quindi ai movimenti spontanei di Capo Sperone, Capo Pecora, Ischia Ruggia, che da giorni presidiano le aree per evitare l’apertura dei cantieri da parte di «Almaviva Italia», la società romana vincitrice del super appalto della Finanza.
Ai sindaci e ai presidenti delle province di Cagliari, Sulcis-Iglesiente, Oristano e Sassari il prefetto dirà che il progetto deve andare avanti perché altrimenti salta il sistema di sicurezza C4i.
Inoltre è prevedibile che ricordi che i progetti hanno ottenuto tutti i nulla osta necessari. «Ma noi non ci staremo», fa sapere Mario Corongiu.
 E anche gli altri sindaci sono sulla stessa linea. «Sul nostro territorio - continua Corongiu - non possiamo accettare decisioni calate dall’alto». Eppure, a suo tempo, anche i Comuni hanno dato il via libera. «Quando un progetto è catalogato di interesse nazionale gli enti locali hanno poca possibilità di manovra. Nel caso di Capo Sperone l’installazione è contraria al nostro piano urbanistico, ma non abbiamo potuto che limitare i danni. Quei duecento metri quadrati noi li abbiamo chiesti più volte alla Regione, che non ce li ha mai concessi, mentre per un radar il via libera è arrivato in pochi giorni».
C’è, insomma, il rischio che i Comuni si ritrovino da soli contro lo Stato, ma è proprio quello che non deve accadere, scrivono i partiti del centrosinistra nella mozione urgente presentata ieri in consiglio regionale, con la richiesta di una seduta straordinaria. «Cappellacci - scrive Mario Bruno, capogruppo del Pd - deve riconvocare le varie conferenze di servizio per un esame più approfondito e devono essere coinvolte le associazioni impegnate nella vertenza»
 È indispensabile che «i pareri e le autorizzazioni concessi siano rivisti visto che i radar ricadono in aree dall’elevato valore ambientale e naturalistico, con un potenziale danno alla salute per il possibile elevato inquinamento elettromagnetico». Una vertenza con il governo deve evitare questa nuova militarizzazione dell’isola. E per Legambiente Sardegna il progetto, «anche se ha seguito procedure formalmente corrette, è inaccettabile».
La Nuova Sardegna del 25 Maggio 2011.