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Balascia, bocciato il parco eolico PDF Stampa
Giovedì 26 Maggio 2011 00:00
Parco eolicoOschiri. «L’iniziativa non può essere realizzata in una zona paesaggistica degna di protezione», fanno in sostanza sapere dal Savi, il Servizio per la valutazione ambientale.
Niente wind farm, quindi, al contrario di quel che è successo di recente tra Erula e Tula con il grande parco eolico costruito dalla stessa società dell’Enel.
Già in passato l’oasi di Balascia era stata violata dalla costruzione di strade e dal cemento gettato per le fondamenta delle maxipale.
Poi tutto si era bloccato per una lunga storia giudiziaria...
La Regione ha detto no ai nuovi progetti di Enel Green Power

 

Tra Oschiri e il Limbara non sorgerà la centrale avversata dagli ambientalisti: «Aree inidonee».

 

 

 

Parco eolicoOSCHIRI. Prima uno stop, poi l’alt: dalla Regione rispondono picche, e definitivamente, al progetto bis per una nuova fattoria del vento a Balascia. Le aree scelte da Green Power tra l’abitato di Oschiri e il Limbara vengono giudicate «inidonee».
«L’iniziativa non può essere realizzata in una zona paesaggistica degna di protezione», fanno in sostanza sapere dal Savi, il Servizio per la valutazione ambientale.
Niente wind farm, quindi, al contrario di quel che è successo di recente tra Erula e Tula con il grande parco eolico costruito dalla stessa società dell’Enel.
Già in passato l’oasi di Balascia era stata violata dalla costruzione di strade e dal cemento gettato per le fondamenta delle maxipale. Poi tutto si era bloccato per una lunga storia giudiziaria.
Ma allora come oggi l’operazione è giudicata dagli ecologisti un attacco all’habitat del tutto particolare dell’altopiano. Qui infatti si trovano esemplari protetti di flora e fauna.
Ci sono sei nuraghi. Sopravvivono importanti testimonianze geologiche. E si può ammirare un panorama a 360 gradi: oltre alle vette del monte, le Bocche di Bonifacio, i più alti rilievi - sempre innevati - della Corsica, il golfo dell’Asinara, il lago Coghinas, le piane di Ozieri e Oschiri. Vicino a boschi, a elicriso, eriche, corbezzoli, a sorgenti e a una chiesetta meta di culto da millenni abitano persino le rarissime lucertole del Bedriaga. E insieme con loro martore, sparvieri, aquile reali.
L’intero contesto appare dunque protetto da vincoli ambientalistici e archeologici. È posto dinanzi a una zona d’interesse comunitario e rientra a sua volta nel parco del Limbara. Ecco perché il Savi ha ritenuto che la programmazione di Green Power contrasti con precise norme di salvaguardia.
A maggior ragione se si considerano le dimensioni del masterplan appena ripresentato: 22 aerogeneratori «di media taglia», da 850 chilowatt ciascuno, per una potenza nominale complessiva di 18,7 Mw. Impianti da collegare, tramite elettrodotto interrato, alla stazione Enel nello stabilimento idroelettrico del Coghinas.
Di qui la decisione finale, pubblicata sul sito dell’amministrazione sarda: «Il Servizio, a seguito dell’esame della documentazione, con nota numero 9583, comunica di non poter dare corso all’iter per la Valutazione d’impatto ambientale: il progetto è inammissibile in quanto ricadente in aree definite non idonee, ai sensi dell’articolo 18 della legge regionale numero 2 del 2007, del successivo decreto 3/17 del 2009 e delle linee guida allegate».
Qualche mese fa sempre lo stesso Servizio regionale aveva bloccato l’inizio della Via, sospendendo la procedura più rilevante per questo genere di piani industriali «in attesa delle verifiche di ammissibilità e regolarità amministrativa». Ora è arrivato il «no» definitivo sui contenuti del masterplan. E a chiare lettere.
La Nuova Sardegna.