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Chimica verde in Sardegna: una firma da un miliardo PDF Stampa
Venerdì 27 Maggio 2011 09:24
Roma. Mai il verde è stato un così bel colore per la Sardegna.
Il verde della speranza per una missione che sembrava impossibile e che ora comincia a muovere i primi passi.
Il Protocollo d’intesa è stato firmato nel primo pomeriggio a Roma, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta e di tre ministri...

 

 

Chimica verde, una firma da un miliardo

Il tavolo di monitoraggio affidato a istituzioni e sindacati sardi mette tutti d’accordo

Tra gli obiettivi la prima bioraffineria al mondo integrata nel territorio.
ROMA. Mai il verde è stato un così bel colore per la Sardegna. Il verde della speranza per una missione che sembrava impossibile e che ora comincia a muovere i primi passi. Il Protocollo d’intesa è stato firmato nel primo pomeriggio a Roma, alla presenza del sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta e di tre ministri.
La «chimica innovativa» ora è molto più di una idea. La Sardegna, una volta tanto, si è presentata al tavolo nazionale senza bandiere diverse. Guidata dal governatore Ugo Cappellacci che ha interpretato la posizione unitaria indicata dai sindaci di Sassari, Porto Torres e Alghero e dal sindacato. Non si è divisa, la Sardegna, come forse in altre realtà della penisola speravano per ritornare in gioco.
E le firme, una dopo l’altra, si sono materializzate tra le pagine 14 e 15. Delegazione unita, segno che l’incontro di preparazione tenuto la sera prima a Cagliari, nella sede della Regione, è servito. E ha consentito di avere la forza di produrre un addendum al Protocollo d’intesa. Una nota aggiuntiva che permette di attivare un tavolo permanente per il monitoraggio e il coordinamento complessivo della chimica verde a Porto Torres. Così sarà possibile seguire direttamente la tutela dei lavoratori dell’indotto e del sistema delle imprese locali «mediante la loro utilizzazione negli interventi di bonifica e nella costruzione degli impianti, anche tramite una apposita Agenzia regionale».
Insomma, con il tavolo sardo, Regione e enti locali, stanno pienamente dentro il controllo del progetto integrato per il territorio di Porto Torres, con ulteriori opportunità di verticalizzazione industriale della chimica verde. La «cabina di regia» valuterà anche gli strumenti di promozione dello sviluppo locale e di contrasto della crisi, con interventi di incentivazione per la creazione di impresa, l’auto impiego, la formazione e la riqualificazione del personale. E’ una grande opportunità, lo riconoscono anche i più scettici, pure gli avversari politici. Ma è giusto dire che il bello arriva proprio adesso.
I titoli usati ieri per lanciare l’accordo che disegna nuove prospettive per la chimica italiana, fanno quasi paura. Ed è bello sapere che - se non sarà un libro dei sogni - tutto ciò potrà avverarsi a Porto Torres, in terra sarda. Gianni Letta evidenzia il valore della sfida e dice: «Sapremo superare le difficoltà». E Paolo Scaroni, amministratore delegato di Eni, l’uomo che aveva dichiarato finita la chimica, ha messo la sua firma nel Protocollo d’intesa.
E all’uscita dalla riunione romana è tra i primi a parlare: «L’investimento complessivo è di 1,2 miliardi (ci mette dentro anche i 500 milioni per le bonifiche, ndc): credo sia il più grande fatto non solo nella chimica ma in tutti i settori in Italia in questi anni». Scaroni annuncia anche una bella notizia per un territorio che per anni ha subito l’inquinamento della vecchia centrale elettrica 2 del petrolchimico: «Oltre all’intervento di Enipower per produrre energia elettrica da biomasse, faremo una operazione per adeguare la centrale esistente a Porto Torres con un investimento di 230 milioni».
Ma il “gioiello della corona”, secondo l’amministratore delegato di Eni «sarà il Centro ricerca focalizzato sulle tecnologie per la chimica di nuova frontiera e, in particolare, per quella verde, che prevede un investimento di 50milioni di euro». La prima bioraffineria al mondo integrata nel territorio: il titolo più gettonato, tra gli applausi, è proprio questo.
Porto Torres potrebbe anche pavoneggiarsi un po’ dopo che negli ultimi 15 anni tutti gli Accordi di programma sono stati puntualmente disattesi e c’è stato spazio solo per ridimensionamenti, chiusure e delusioni. Ora che c’è un lumicino acceso, con i cassintegrati della Vinyls ancora appesi a un filo, la chimica verde viene battezzato come il punto di svolta della politica industriale italiana. Ci vorranno però testa, coraggio e una nuova cultura per non cadere a terra e risvegliarsi ancora una volta con i vestiti rattoppati.
Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi parla di «evento di straordinaria rilevanza» e dice che sono stati sconfitti «i profeti di sventura che sono soliti divinare un futuro fosco per il Paese». Guarda alle bonifiche, invece, il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo: «E’ prevalsa la volontà costruttiva di giungere a una intesa che premiasse interessi economici e di sviluppo e le esigenze di recupero ambientale».
Ugo Cappellacci riprende fiato: «Apriamo una pagina nuova, fondamentale per il territorio. Abbiamo sistemato un altro tassello di una Sardegna che diventa protagonista delle scelte per il futuro, che punta con coraggio a proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale». E il presidente della Regione si tiene stretto quel «piano innovativo» che ha l’ambizione di conquistare i mercati e creare nuova impresa e nuova occupazione.
Ed è consapevole - stavolta per niente interessato dai prossimi appuntamenti elettorali -, il presidente della Regione, del fatto che «il successo dell’operazione dipenda molto dal grado di condivisione e di coesione sociale che sapremo mettere in campo».


Da: La Nuova Sardegna del 27 Maggio 2011.