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Economia: Master plan per Torre Grande PDF Stampa
Venerdì 27 Maggio 2011 09:43
Accade a Oristano.
Il travaglio è durato 32 anni, ma l’esito è tale da far citare a Oreste De Valle, azionista di maggioranza dell’Ivi Petrolifera Spa, il libro sacro del Talmud: «Quando la donna vede il figlio non ricorda più le sofferenze patite».
Tre decenni dopo la presentazione del primo progetto, Torre Grande ha ora il suo Master Plan Nome evocativo e impegnativo, nella Sardegna dove il Master plan per antonomasia lo realizzò, alla fine degli anni 50, il principe Karim Aga Kahn inventandosi la Costa Smeralda...
 
Investimento turistico da 100 milioni, 1.800 posti letto
ORISTANO. E se i numeri erano altri, e, almeno per ragioni temporali e geografiche, anche i luoghi, nelle carte che si srotolano nella sala giunta dell’amministrazione comunale è contenuta quella che può essere la grande occasione di Oristano.
Vale a dire l’ingresso nel turismo che conta, attraverso la realizzazione nell’area ex Sipsa di un imponente intervento edificatorio.
100mila metri cubi che la Ivi Petrolifera si appresta a realizzare, attraverso quello che tecnicamente è un “Programma integrato di riqualificazione urbanistica, edilizia e ambientale con servizi per la salute e il benessere e strutture ricettive connesse”, per gli amanti delle sigle.
Per i più pratici, e il sindaco Angela Nonnis - accompagnata dal suo assessore all’Urbanistica Salvatore Ledda e dal dirigente dell’ufficio tecnico Giuseppe Pinna - sembra tra questi, si tratta di dare gambe alle potenzialità della Oristano che si vorrebbe.
L’obiettivo, far crescere la risorsa turismo in quello che Oreste De Valle indica come «l’ombelico del Mediterraneo, bisogna solo volerle un po’ bene», ma come si fa, ora che i posti letto sono appena 600? E la grande occasione è il progetto da realizzare nella ex Sipsa, un albergo a 5 stelle, villaggio turistico e centro salute, con 650 posti letto e, dettaglio non residuale, un’occupazione di 250 addetti.
Ma è solo il primo punto del Master Plan. Perchè, spiega l’assessore Ledda, l’iter per firmare altre convenzioni è completato e nel futuro ci sarà la possibilità di concedere aree demaniali, (con l’utilizzo del Piano dei litorali), ma ci sono anche i 20 ettari del Consorzio di Bonifica e altro ancora. Per esempio, l’area che va da villa Baldino al pontile, consente l’intervento di almento sette opportunità, tra cui una pizzeria e una discoteca. Per complessivi 100 milioni di investimento e 400mila metri cubi di volumetrie. Il totale dei posti letto arriva a 1800.
Il triplo di quelli attuali. Facciamo un passo indietro. «Quando ci siamo insediati, nel 2007, il Piano paesaggistico regionale era appena entrato in vigore. C’erano tre perle, che giacevano negli uffici: il progetto ex Sipsa, quello della Sardabit e Su Mattoni», ha spiegato Angela Nonnis. È nelle pieghe della legge passata con il nome di salvacoste che c’è la chiave di volta per ripensare e ridesegnare Torre Grande, il futuro turistico e anche quello economico: nella possibilità di recuperare a fini turistici volumetrie esistenti e dismesse.
«Abbiamo iniziato a lavorare su questo progetto nel 1977, lo abbiamo presentato nel 1981», ricorda De Villa. Ma il travagalio era ancora lungo, e prima di arrivare al parto, la firma ieri della convenzione tra Ivi Petrolifera Spa (forti interessi in quest’area e stabilimento spostato da Torre Grande a Cirras) e l’amministrazione comunale di Oristano, la lotta è stata lunga. Per ora si parte con l’ex Sipsa.
Un investimento stimato in oltre 30 milioni di euro, (la Ivi ne ha già speso 2 e mezzo per le bonifiche), un centro salute, un hotel (al quale in Regione hanno fatto spuntare un piano), e un albergo da 47mila metri cubi. Il Comune assegna la concessione per 75 anni delle aree della pineta per una superficie di 186mila metri quadrati. La Ivi eseguirà tutte le urbanizzazioni, e ne curerà la manutenzione.
Dieci anni per realizzarlo, «auspichiamo che partano altri progetti», dice de Valle, 76 anni e 41 nipoti. «Si costruisce, la cultura del turismo». Non un’etichetta, quella un’onda la porta via. «Oristano merita altro».
La Nuova Sardegna, 27 maggio 2011.