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La replica dell’Autorità portuale: poco rispetto per i sardi PDF Stampa
Venerdì 27 Maggio 2011 11:07

Il mare della SardegnaOlbia. Accuse di incompetenza e minacce di commissariamento: volano gli stracci sulle banchine dell’Isola Bianca. 

La replica dell’Autorità portuale del nord Sardegna alle bordate di Moby non si fa attendere e, come succede tra ex amici feriti nell’onore e nell’orgoglio, Paolo Piro neanche nomina Vincenzo Onorato.
Preferisce chiamarlo «l’armatore napoletano», quasi a sottolineare che se guerra sarà non si faranno sconti a nessuno...

  

 

 

OLBIA. «Quelle dichiarazioni, ben condite con minacce, mi lasciano a dir poco allibito - dice Piro -: mi spiace che la semplice presa d’atto della crisi nel nostro sistema portuale per i primi quattro mesi dell’anno, con 100 mila passeggeri in meno rispetto al 2010, venga interpretata come un attacco diretto alla compagnia e addebitato al solo rincaro dei prezzi.
 
In realtà abbiamo speso più riflessioni per analizzare la situazione, adducendo i cali al taglio di alcune linee come la Genova-Olbia, la Civitavecchia-Olbia, la riduzione delle corse sulla Porto Torres-Genova, la sospensione con la Civitavecchia-Barcellona e a una riduzione dei ponti festivi che hanno dimezzato il tempo a disposizione per le ferie».
«Evidentemente - aggiunge Piro - si vuole leggere solo il dato clamoroso per continuare a sparare nel mucchio. Come presidente dell’Autorità portuale e, prima di tutto, come sardo, trovo non più prorogabile una soluzione alla situazione di incertezza che sta mettendo in ginocchio l’isola. Il turismo è e rimane il settore trainante della nostra economia.
 
 
Indebolirlo con rincari e regolamenti di conti, mi sembra poco rispettoso nei confronti dei sardi. Quella terra, voglio ricordare, dalla quale lo stesso armatore trae anche importanti profitti e non solo buchi di bilancio».
Paolo Piro ritorna sulle accuse rivolte da Onorato alla gestione dei porti. «È offensiva - dice - la considerazione personale dell’armatore di un’inadeguatezza nella gestione dell’Autorità portuale rispetto alle esigenze degli armatori.
 
 
Al contrario, qualsiasi compagnia abbia fatto richiesta di accosto, ha sempre trovato porte aperte e massima disponibilità nelle nostre banchine. È quindi inaccettabile il riferimento allusivo a interlocutori intelligenti, escludendo dalla categoria il sottoscritto, tutto il personale dell’ente e la stessa classe politica che ci amministra.
Ricordo che proprio quegli interlocutori che ora vengono messi da parte per più di un lustro hanno difeso il concetto di preferenza e priorità negli accosti alle compagnie che garantiscono collegamenti e servizi continuativi finendo per soccombere davanti a un Tar nel tentativo di difendere un atteggiamento di rispetto e tutela nei confronti di chi lavora e genera economia. Quindi anche nei confronti delle stesse persone che, oggi, si permettono un’alzata di scudi senza precedenti contro il sottoscritto».
Piro si toglie qualche sassolino dalla scarpa anche a proposito della ventilata ipotesi di commissariamento.
 
 
«La minaccia di una simile ipotesi non esiste - dice - è prevista solo in pochissimi casi indicati dalla legge o per fattispecie limite, derivanti da un’attività di gestione sconsiderata che, fino a prova contraria, non mi sembra riconducibile alla nostra recente presa d’atto della crisi del settore trasporti o al sostegno e alla garanzia della presenza di una pluralità di vettori nei nostri scali».
 
 
Infine, Piro affonda i colpi sulla politica tariffaria di Moby: «Trovo contraddittorie le dichiarazioni dell’armatore che sostiene di essere accusato di strangolare i passeggeri con le sue tariffe, mentre, dice lui, sarebbe perfettamente dimostrato che l’aumento dipende dal costo del carburante, addirittura raddoppiato in questi mesi.
 
 
Davvero strano, perché appena il 23 maggio scorso la stessa compagnia riferiva che il costo del carburante, in questi ultimi giorni, aveva registrato una riduzione di circa il 5%, al punto da convincere la direzione commerciale a rivedere le tariffe e condividere, dicono loro, con i clienti la possibilità di godere di questa chance. Qualità e convenienza, sostiene la compagnia. Considerazioni che si commentano da sole».
 
 
La Nuova Sardegna del 27 Maggio 2011.