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Verso i nuovi Fondi europei Per l’isola si apre la terza via PDF Stampa
Lunedì 30 Maggio 2011 09:08

Economia in Sardegna: da La Nuova Sardegna del 30 Maggio 2011.

"Cagliari...

Si va verso la modifica dei Fondi europei per il quadro successivo al 2013"...

La news afferma che "la Sardegna è ora impegnata nella gestione del programma 2007-2013".

La modifica potrebbe non essere indolore per le regioni in ritardo di sviluppo come la Sardegna.

 

 

Il Parlamento europeo ha già dato il via libera alla modifica della suddivisione degli aiuti alle regioni europee nella prossima programmazione finanziaria post-2013, a patto che la creazione di un nuovo obiettivo intermedio non tolga fondi ad altri.

 

 

Finora i sussidi europei alle regioni in ritardo di sviluppo sono stati suddivisi in base a due obiettivi: 1) l’obiettivo uno con più risorse destinate alle regioni con un pil pro-capite inferiore al 75% della media europea; 2) un obiettivo due per le regioni più prospere che superano il 75% del pil.

 

 

A queste due categorie, nella nuova programmazione dovrebbe essere aggiunta una terza via che consideri la situazione delle regioni che hanno un pil pro-capite tra il 75% e il 90% della media Ue. L’obiettivo intermedio, secondo l’elaborazione della Commissione europea, riguarderebbe 51 regioni, tra cui quattro italiane: Sardegna, Abruzzo, Molise e Basilicata. E per la Sardegna potrebbe esserci un po’ di compensazione.

 

 

 Come si ricorderà nell’ultima legislatura europea la Sardegna è uscita fuori dall’Obiettivo 1 avendo superato per qualche centesimo di punto la soglia del 75 per cento della media del Pil europeo. Una decisione che suscitò molte polemiche: la Sardegna fu l’unica regione meridionale ad essere estromessa dalla fascia principale di aiuti mentre, ad esempio, la Sicilia rimase nell’Obiettivo 1.

 

 

Tra l’altro da più parti si ricordò che la Sardegna era costretta a uscire dalla fascia principale di aiuti europei per la presenza nell’isola della Saras, la maggiore raffineria del Mediteranneo che da sola rappresenta un punto percentuale dell’intero Pil della Sardegna.

 

 

 

Da: La Nuova Sardegna del 30 Maggio 2011.