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Tutti in spiaggia aspettando le ruspe PDF Stampa
Lunedì 30 Maggio 2011 09:29

Istituzioni, Europa, Enti Locali: il lungomare di Cagliari e la spiaggia del Poetto.

C’è un’inchiesta della Procura, che oltre a ipotizzare una serie di reati ha chiesto conto ai dirigenti comunali che si sono occupati della vicenda.

E non bisogna nemmeno dimenticare che i provvedimenti degli uffici di via Roma sono immediatamente esecutivi.

Si attendono le decisioni della Procura e resta sempre il nodo delle concessioni...

 

 

Cagliari. Prima domenica a trenta gradi e primo assalto al Poetto, con il tutto esaurito e i soliti problemi (pulizia, servizi inadaguati, traffico in tilt e parcheggi) con i quali occorrerà conviovere sino a fine settembre.
Ma ieri mattina in ogni angolo della spiaggia dei centomila la domanda che circolava era soltanto una:
«Ma allora i baretti li buttano giù oppure no?». Risposta: «Boh».
In effetti nessuno sa bene come andrà a finire la questione, perchè la classica soluzione raffazzonata e dell’ultimo momento (l’ordinanza con la quale il sindaco ormai ex Floris ha rimandato la demolizione-ricostruzione dei chioschi a dopo l’estate) ha già mostrato tutte le sue crepe e soprattutto non offre la certezza di un salvataggio dei baretti dalle ruspe. Anzi, secondo qualcuno l’ipotesi che molto presto possano aprire i primi cantieri in mezzo alla sabbia, è tutt’altro che campata per aria.
C’è un’inchiesta della Procura, che oltre a ipotizzare una serie di reati ha chiesto conto ai dirigenti comunali che si sono occupati della vicenda. E non bisogna nemmeno dimenticare che i provvedimenti degli uffici di via Roma sono immediatamente esecutivi. Il punto indigeribile della faccenda è che come al solito si è cercato di far passare il tempo, pensando che la questione potesse essere messa in ghiaccio e in vista di una via d’uscita che salvasse comunque la stagione. Parola d’ordine: «Maglio fare a ottobre quello che dovrebbe essere fatto oggi».
In realtà il progetto sui baretti del Poetto è in piedi da sempre: proprio l’anno passato di questi tempi sembrava che fosse la volta buona per cambiare volto alla spiaggia dei centomila, ma alla fine si era deciso per un rinvio che doveva essere l’ultimo.
Lo aveva ribadito anche il consiglio comunale: «Basta, da ottobre si fa sul serio».
Ma ottobre è passato e sono passati altri mesi, dimenticando di discutere del piano di utilizzo del litorale e di fare chiarezza soprattutto sulle concessioni, che sono poi quelle che più interessano i gestori: Cagliari, nonostnte ricorso e controricorsi, vanno rinnovate di anno in anno e la proroga quinquennale chiesta a gran voce dal sindacato balneare («Così si può rientrare deli investimenti») è sempre ferma al palo.
Così tra tira e molla e infinite discussi si è arrivati ad aprile e alla decisione inappellabile della conferenza di servizi, che ha dato l’ok alla demolizione-ricostruzione dei chioschi sulla spiaggia, stabilendo modalità, tipologie e tempi di intervento. Apriti cielo: è iniziata allora l’ennesima corsa al rinvio dei lavori, cercando di tirare per la giacchetta il sindaco Floris per l’ordinanza salva-stagione. Ma tutto si è arenato pericolosamente e improvvisamente perchè tutti si sono accorti che la Procura della Repubblica non aveva chiuso il fascicolo e che anzi aveva intenzione di vederci chiaro.
Ecco allora il bel risultato finale, con la ruspe che potrebbero arrivare davvero da un giorno all’altro (se non altro per sanare gli abusi o presunti tali) commessi nel corso del tempo e senza che nel frattempo sia stata trovata una soluzione al problema delle concessioni, che a fine anno dovranno essere ridiscusse con grande paura dei gestori. E si ritorna al tormentone dell’estate: tutto esaurito in spiaggia e pericolo ruspe sui sui baretti. Un’estate al mare e sul filo del rasoio. Non sembrano i giorni prima dell’abbattimento dai casotti?
La Nuova Sardegna. 30 Maggio 2011.