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«Chimica verde, un accordo senza garanzie» PDF Stampa
Lunedì 30 Maggio 2011 09:52
Sassari. Il segretario generale della Cgil Antonio Rudas prende le distanze dall’accordo del 26 maggio scorso sulla chimica verde a Porto Torres.
«Aver firmato un protocollo senza le necessarie garanzie - sostiene Rudas - è un errore che il territorio pagherà a caro prezzo.
Quanto è successo è un autogol per la Sardegna che da un lato si lamenta per la scarsa autonomia, dall’altro quando viene messa in condizioni dei esercitarla, finisce per subire il ricatto dell’ente controllato dal Tesoro...
Ringrazio i partiti come il Pd - aggiunge Rudas - che hanno dimostrato buon senso e coerenza, tuttavia è vergognoso constatare come suoi importanti esponenti, che occupano incarichi rilevanti nel governo degli enti locali, si siano dimostrati incapaci e inaffidabili.
La sottoscrizione del documento avvenuta il 21 aprile, che riunificava le diverse forze del territorio mettendole d’accordo sul metodo da seguire, impegnava tutti a pretendere che i tempi per la cessazione dei vecchi impianti si dovevano accompagnare alla messa in esercizio dei nuovi, mantenendo inalterati i livelli occupazionali.
Ora è tutto più difficile perché mentre la vertenza Vinyls non si è ancora conclusa, grazie alle bugie dell’Eni, ci troveremo presto a fronteggiare gli esuberi dell’indotto i cui lavoratori avevano dato un mandato ben preciso, che però non è stato capito neanche da importanti livelli del sindacato, Cgil nazionale compresa. Impugnareremo quel protocollo davanti alla magistratura del lavoro in quanto viola diritti fondamentali dei lavoratori».


La Nuova Sardegna del 30.05.2011.