Home Ultime Legge Brunetta a tre velocità
Legge Brunetta a tre velocità PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:40
Subito meritocrazia e iter disciplinari, nel 2010 la valutazione


Le novità contenute nel decreto attuativo della legge 15, cosiddetta legge Brunetta, in tema di valutazione entreranno in vigore nelle regioni e negli enti locali con il recepimento nei regolamenti delle singole amministrazioni che hanno comunque tempo fino a tutto il 2010, mentre quelle dettate per la meritocrazia, la dirigenza e i procedimenti disciplinari entrano immediatamente in vigore e quelle contrattuali entreranno in vigore con le nuove intese. Regioni, comuni e province hanno inoltre tempo fino al 31/12/2011 per adeguare i propri contratti collettivi decentrati integrativi alle nuove prescrizioni dettate dal provvedimento e questi documenti, in caso di mancato adattamento alle novità, cesseranno di avere efficacia dal 31/12/2012. In altri termini, la concreta applicazione di una parte del decreto attuativo della legge cosiddetta Brunetta è per le autonomie locali e regionali rinviata. Il provvedimento si adegua così alle indicazioni della Conferenza unificata tra stato, regioni e autonomie locali e si caratterizza per «l'allunaggio morbido» rispetto a queste amministrazioni che sono dotate, lo ricordiamo, di un grado di autonomia assai elevato e tutelato direttamente dalla Costituzione. I comuni, le province e le regioni sono quindi chiamati a modificare radicalmente i propri regolamenti per adattarli alle nuove prescrizioni legislative. In materia di valutazione delle performance dovranno, in primo luogo, definire la metodologia da utilizzare, sia per i dirigenti sia per le posizioni organizzative sia per il personale. Tale metodologia dovrà prevedere la assegnazione preventiva di obiettivi chiari, misurabili, specifici, che segnino un miglioramento della qualità dei servizi erogati e rilevanti rispetto alle finalità istituzionali e ai programmi dell'ente. E ancora, si dovrà necessariamente disciplinare la valutazione intermedia in modo da potere apportare in corso d'opera le correzioni eventualmente necessarie. E inoltre dovranno essere regolamentate sia la valutazione finale sia l'erogazione dei premi connessi alle performance in modo da premiare coloro che hanno raggiunto i migliori risultati. Infine, si dovrà anche prevedere la rendicontazione delle valutazioni e della conseguente distribuzione dei premi agli organi politici, ai soggetti interessati ma anche ai cittadini e agli utenti. Al riguardo si deve sottolineare che la norma, con molta decisione, assume la necessità di garantire la massima trasparenza come un vincolo tassativo: essa viene infatti qualificata come livello minimo essenziale relativo alle prestazioni attinenti a diritti civili e sociali. Essa entra peraltro in vigore immediatamente. E la sua applicazione viene finalizzata a garantire la diffusione di forme di controllo sociale così da raggiungere il risultato della garanzia e della imparzialità della attività amministrativa. Nella fissazione degli obiettivi si deve tenere conto che si dovranno indicare sia quelli che devono essere raggiunti dalle singole strutture organizzative sia quelli assegnati individualmente ai dirigenti, ai titolari di posizione organizzativa e ai dipendenti; per questi ultimi l'assegnazione può anche avvenire per gruppi. I regolamenti dovranno inoltre definire le fasce entro cui collocare i dirigenti e il personale ai fini della erogazione delle incentivazioni legate alla performance. Anche nelle regioni e negli enti locali le fasce dovranno essere almeno tre, come nelle amministrazioni statali, e i regolamenti dovranno attenersi al principio per cui la «quota prevalente» del trattamento accessorio collegato alle performance dovrà essere riservata ai dirigenti e ai dipendenti che sono stati valutati molto positivamente e di conseguenza inseriti nella fascia più elevata. A differenza delle amministrazioni statali non viene né fissato direttamente dalla legge il numero dei dipendenti e dei dirigenti da inserire in ogni fascia né predeterminata la quota di risorse da destinare a coloro che sono collocati nella fascia più alta e in quella intermedia. Ma è comunque evidente che i regolamenti delle singole amministrazioni non potranno discostarsi in modo significativo dalle prescrizioni dettate dal legislatore per le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici nazionali. Per le nuove disposizioni sulle progressioni verticali la data di entrata in vigore è fissata al prossimo 1° gennaio 2010. Il decreto attuativo stabilisce che non tutte le disposizioni dettate per la valutazione e la meritocrazia si applichino a regioni ed enti locali; esso indica in modo analitico le disposizioni applicabili e quelle che non lo sono. Di regola, anche se vi sono comunque alcune scelte difficilmente comprensibili, si dispone, come abbiamo appena visto per la distribuzione dei premi legate alle performance, che i principi di carattere generale siano applicabili anche a regioni, comuni e province; mentre le norme applicative non valgono per tali enti, che decideranno in modo autonomo le modalità di recepimento nei propri ordinamenti.

L'articolo di Giuseppe Rambaudi pubblicato da Italia Oggi è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.