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Martedì 31 Maggio 2011 09:30

si consola con Iglesias

 


Netta vittoria di Perseu e della coalizione Pdl-Udc-Psd’Az orchestrata da Giorgio Oppi

 

 

IGLESIAS. Via Torino, sede operativa della coalizione di centrodestra, era già pavesata a festa a metà dello spoglio delle schede nelle 33 sezioni elettorali.
Centinaia di sostenitori di Ginetto Perseu, candidato della coalizione Udc-Psd’Az-Pdl, si sono accalcati nella scalinata dell’edificio e nelle stanze dove confluivano i dati delle singole sezioni. Solo per scaramanzia si evitava di fare a Ginetto Perseu auguri ufficialmente prematuri, ma ormai si era certi che la vittoria della corazzata Oppi-Perseu-Fogu aveva affondato la barca del Pd-Rifondazione Comunista e le due liste civiche di sostegno. L’esito delle urne ha posto sul piedistallo del 52,46 per cento Perseu, mentre Marta Testa si è fermata al 47,49 per cento.
Tra i due c’è stato un divario di quasi mille voti. Questa volta in casa Perseu non si avvertono lamentele e richiesta di ricalcolo dei voti di lista. Nella giornata del crollo in Italia, a Iglesias il centrodestra non solo regge ma vince a mani basse.
Effetto Udc, si dice in città, e del suo leader Giorgio Oppi. La debacle di un anno fa è superata: cambiando i candidati a sindaco, cambia il risultato. Il dottore è in un brodo di giuggiole. «Credo che Iglesias abbia recepito il nostro messaggio - esordisce Luigi Perseu - e ci ha premiato.
È stata una battaglia leale ed esprimo pubblicamente le mie congratulazione a Marta e ai partiti che l’hanno sorretta per la loro correttezza. Mi cala addosso, devo ammetterlo, un grave peso di responsabilità perché tutti conoscono la difficoltà economiche ed occupazionali in cui versa la città. Il primo atto che dovrò fare è la verifica delle risorse finanziarie, poi si darà corso al programma elettorale». Via Torino per qualche ora era intransitabile.
I festeggiamenti hanno spinto gli abitanti del rione a rimanere coinvolti nella kermesse finale: «Sono tutti in festa - riprende Ginetto Perseu -. È finita l’esperienza commissariale e la città riprende ad essere gestita dagli iglesienti.
C’è molto da lavorare e questo non ci fa paura perché contiamo di coinvolgere i nostri concittadini nella gestione della cosa pubblica. Invitiamo anche i nostri avversari a contribuire, in modo propositivo, al raggiungimento degli obiettivi comuni.
Iglesias è capoluogo di provincia ed è dovere morale di chi amministra di valorizzare le intelligenze, le professionalità e le potenzialità che questa comunità è in grado di esprimere». Vino e spumante per tutti. Appena le bollicine dello champagne sono apparse nei calici è scoppiato alto il coro «Ginetto sindaco, urrà».
Lo staff organizzativo però non si è lasciato trascinare dall’euforia e si è rinchiuso nelle segrete stanze per analizzare i risultati.
 
La Nuova Sardegna del 31.05.2011