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Disoccupazione in Sardegna? E' boom di domande! PDF Stampa
Martedì 31 Maggio 2011 09:46
Olbia e la disoccupazione.
Sono oltre 6mila le richieste di assistenza che in sei mesi sono cresciute del 30 per cento.
Una babele in fila con un foglio in mano aspetta ordinata la chiamata.

È l’esercito dei senza lavoro, di quelli che si dichiarano sconfitti dal sistema, disoccupati.

Chiedono un sussidio, una stampella di Stato per rimanere in piedi nella grande crisi...
 
 
 
 
In 5 mesi un altro boom di richieste, un calcolo per difetto arriva a 6mila domande, più 30 per cento rispetto al 2010.

 

 
 
 

Con il tasso disoccupazione che in Gallura sfiora il 15 per cento. Il motore resta spento. Accanto alla lenta agonia dell’edilizia, che non riesce più a trovare linfa, arranca il commercio, e anche la locomotiva turismo tossisce.
 

 
I dati non lasciano dubbi. «Abbiamo tanti segnali della crisi che si estende anche al turismo - spiega il segretario Cisl, Mirko Idili -.

 
 
Faccio un esempio pratico. So che la Valtur ha preferito ritardare l’apertura da metà maggio ai primi di giugno. Sono solo 20 giorni, ma costituiscono un segnale forte del fatto che la stagione si accorcia».
 
 
Idili dà anche una spiegazione pratica. «Il motivo è davanti ai nostri occhi - continua -, al di là della crisi economica c’è il caro traghetti che ha spinto tanti turisti a rinunciare alle vacanze in Sardegna.
 
 
Impossibile credere che si possa fare impresa turistica se i prezzi delle tariffe per arrivare nell’isola sono tanto alte. La scelta della Regione di creare una flotta sarda servirà per limitare i danni nei mesi di maggiore afflusso, ma penso che nulla possa fare sulle prenotazioni cancellate nelle scorse settimane.
 
 
Il risultato è nel calo dell’occupazione». C’è poi il buco nero del settore dell’edilizia. «L’incertezza sui lavori in Costa Smeralda - spiega Alfredo Costa, segretario della Filca Cisl -, crea un ulteriore danno a un settore già in difficoltà.
 
 
Qualche segnale positivo cerchiamo di vederlo, magari con la ripresa dei lavori per il commissariato o l’avvio della sistemazione delle strade della città.
 
 

Ma le richieste di cassa integrazione e quelle di disoccupazione continuano a crescere in questo settore». Dopo il boom della cassa integrazione ora crescono, più 30 per cento in soli sei mesi, anche le richieste di disoccupazione.

 
 
«Il dato solo delle domande che abbiamo raccolto nella Cisl è di 2mila richieste - spiega Battista Imperio, segretario aggiunto Filca Cisl -, ma dobbiamo aggiungere anche le domande raccolte da Cgil e Uil e chi si è rivolto in modo diretto all’Inps.
 
In tutto si arriva più o meno a 6mila richieste. Il dato fa capire che siamo ancora nel cuore della crisi. L’edilizia continua a non ripartire, anche se qualche piccolo segnale si vede. C’è qualche richiesta per la manutenzione che si fa nelle ville prima dell’estate.
 
 
Speriamo nell’avvio di alcuni cantieri importanti. Dalla Olbia-Sassari a una nuova stagione di lavori pubblici che ci auguriamo cominci con la giunta Giovannelli». Ma oltre l’edilizia la crisi abbraccia anche altri settori.
 
 

«Ci preoccupa il calo forte delle prenotazioni che ha già effetti sul turismo - conclude Idili -. Per prima cosa la stagione si accorcia, questo comporta un ulteriore contrazione del mercato del lavoro. Si cerca meno personale e per meno tempo. A questo si deve aggiungere il calo legato all’indotto. Diventa sempre più complicato pensare a una stagione lunga».

 
 
 

La Nuova Sardegna del 31.05.2011.
Ultimo aggiornamento Martedì 31 Maggio 2011 10:26