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Giovedì 02 Giugno 2011 00:00

Tasse

 

 

Fisco regionale. Vendola rialza l'addizionale dello 0,3-0,5% per colmare il disavanzo sanitario


 
DALLA PRIMA IRPEF LOCALE

 

 

Per chi ha 20mila euro di imponibile si sale da 180 a 240 euro l'anno. Con 50mila euro di reddito il prelievo va da 450 a 700

 

 

 

 

MILANO - Giusto il tempo di gustare il bagno di folla di Milano e la vittoria a Cagliari, e per il presidente della Puglia Nichi Vendola è subito ora di tornare ai problemi di casa propria. In Puglia il nodo, non proprio esaltante, si chiama deficit sanitario (335 milioni nel 2010, terzo in Italia), che costringe il governo regionale a tornare sui propri passi e riportare in alto l'addizionale regionale all'Irpef.

 

 

Il provvedimento, pubblicato sulla «Gazzetta Ufficiale» di oggi e relativo ai redditi a partire dal 2011, salva dal rincaro solo i contribuenti che non dichiarano più di 15mila euro all'anno: tra 15.001 e 28mila l'aliquota passa all'1,2 per cento (0,3% in più rispetto all'attuale), mentre per chi denuncia entrate più consistenti la richiesta è fissata al massimo di legge: 1,4%. Tradotto in cifre, un pugliese con 20mila euro di imponibile passa da 180 a 240 euro di imposta annuale, mentre nel caso di un contribuente con 50mila euro di reddito il conto regionale passa da 450 a 700 euro.

 

 

In realtà, insomma, si tratta di qualcosa di peggio di un passo indietro: prima del 2010, quando la Regione decise di riportare tutte le aliquote al livello base dello 0,9%, la quota aggiuntiva riguardava solo i redditi sopra i 28mila euro, mentre ora la ricerca di risorse spinge a rivolgersi anche ai contribuenti sotto questa soglia.

 

 

Ovvia la reazione del Pdl, che con il capogruppo in consiglio regionale Rocco Palese parla di «tasse che si aggiungono ad altre tasse già in vigore per coprire il deficit sanitario creato da Vendola». Le critiche al governatore pugliese, però, non arrivano solo da destra:

 

il segretario della Cgil Puglia, Giovanni Forte, parla di «operazione con caratteri di iniquità, visto che per il 90% il gettito Irpef è alimentato da lavoratori dipendenti e pensionati, e sulla stessa linea si colloca la Uil: «È il solito copione. La giunta - dice Aldo Pugliese, segretario della Uil Puglia – non riesce a contenere la spesa della sanità ma il conto come sempre viene presentato ai cittadini».

 

 

© Il Sole 24Ore.