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Venerdì 03 Giugno 2011 09:23

ancora emergenza

 


Sindacato e Provincia chiedono azioni rapide da parte del governo


PORTOSCUSO. La qualità della vita, per gli abitanti di Matzaccara, Paringianu e Portoscuso è un opzional: è legata alle condizioni meteorologiche. Con il vento di maestrale dal bacino dei fanghi rossi dell’Eurallumina si sollevano imponenti nubi di polvere che minano la salute delle persone costrette a vivere sotto vento nelle strade dell’asse industriale. La protesta è alle stelle: amministrazione comunale, sindacato, ambientalisti e cittadini comuni sono sul piede di guerra.

 

 

Accuse pesantissime al Ministero dell’ambiente che, come custode dell’impianto, non ha mai provveduto a garantire un costante controllo, ad effettuare le dovute manutenzioni e soprattutto la tutela di chi, sfortunatamente, ha costruito la casa a Paringianu e dintorni.

 

 

«Non si può vivere sotto una coltre di polvere rossa - si sostiene nel bar di Paringianu - è vero che molti di noi hanno lavorato in Eurallumina ed abbiamo ricevuto qualche vantaggio ma non possiamo accettare sacrifici di questo genere: la salute non può essere barattata con posti di lavoro». Il sequestro del bacino di fanghi rossi è stato deciso dalla Procura di Cagliari, per le presunte gravi irregolarità ambientali che sono state rilevate e l’affidamento dell’impianto è stato affidato al ministero retto dalla Prestigiacomo. dicastero.

 

 

«Si deve intervenire immediatamente, prima possibile - aggiungono Mario Crò (Uil), Roberto Puddu (Cgil) e Fabio Enne (Cisl) - perché il controllo e la manutenzione dell’impianto di stoccaggio dei rifiuti della lavorazione della bauxite non ha costi elevati soprattutto perché Eurallumina aveva predisposto un efficiente sistema di umidificazione per evitare che il fango si trasformasse in polvere. L’azienda, inoltre, dispone ancora dello staff tecnico che si occupava della gestione del bacino. Occorre intervenire a livello politico perché cessi questa insidia alla salute».

 

 

Intanto i consiglieri comunali dell’opposizione non si limitano alle proteste verbali ed hanno messo per iscritto il disastro ambientale con un esposto-denuncia che è stato inoltrato alla Procura della Repubblica di Cagliari.

 

 

«Portoscuso e gli abitanti delle frazioni - precisano Angelo Cremone e Giorgio Alimonda - hanno il diritto di vivere nelle loro case senza l’incubo di essere raggiunti da nuvole di polvere rossa. Sappiamo tutti cosa contiene quel materiale e respirare quella polvere significa rischiare la pelle. Nell’esposto chiediamo che vengano individuate le responsabilità sul grave fenomeno che ha tenuto in allarme il paese». Sul caso è intervenuto anche il presidente della giunta provinciale, Tore Cherchi che ha inviato una nota al ministero dell’ambiente perchè incarichi, in loco, esperti che tengano sotto controllo il bacino.

 

 

Da: La Nuova Sardegna del 3 Giugno 2011.