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Nel 2009 5,5 mln giorni di permesso '104', costo 1 mld PDF Stampa
Mercoledì 04 Agosto 2010 13:41

I dipendenti pubblici italiani alla fine dell'anno avranno preso oltre 5,5 milioni di giornate di permesso '104' (la legge che prevede benefici per i lavoratori e i familiari dei disabili), che sommato agli altri benefici di legge (permessi maternità, congedi biennali, trasferimenti, avvicinamenti al proprio domicilio, ecc...) faranno perdere allo Stato un miliardo di euro. È quanto ha spiegato il ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, illustrando i risultati di un monitoraggio effettuato su un campione di 9mila 408 P.a., che rappresentano circa il 50% del totale di dipendenti statali italiani. Dall'indagine è emerso che i dipendenti pubblici che usufruiscono della '104' sono circa il 9% (oltre 150 mila sul campione e, in proiezione sul totale, 300mila). Nel settore privato, invece, sono circa l'1,5%. Rispetto a marzo 2008, inoltre, il numero degli statali che ha fatto ricorso alla '104' è cresciuto del 18%: 244mila giornate contro le 287mila di quest'anno. In tutto il 2008 sono state prese quasi 2milioni e 500 giornate di permesso, l'85% delle quali per l'assistenza ai familiari. Tra le varie P.A., il ricorso alla '104' è particolarmente diffuso nella scuola e, tra i dipendenti, le donne sono quelle che ne usufruiscono di più (il 67% rispetto al totale dei dipendenti). Tra le regioni, invece, l'Umbria è quella che ha i dipendenti pubblici che hanno fatto più uso dei benefici per legge: il 16%. Secondo Brunetta, però, i furbetti e fannulloni che abusano della legge sono tra il 30 e il 50%: ''se riuscissimo ad eliminare questi comportamenti opportunistici potremmo liberare centinaia di milioni di euro per sostenere chi veramente ha bisogno dei permessi, con buona pace dei fannulloni'', ha detto. Rivedendo i criteri di utilizzo della legge, ha sottolineato il ministro, si potrebbero ottenere almeno 50 milioni di euro da investire in servizi o sgravi fiscali diretti a favore dei disabili. Brunetta ha poi precisato: ''rispetto alla legge, nulla da dire. È una norma di grande civiltà e responsabilità. Ma è soggetta ad abusi e dobbiamo ripristinarne l'originaria finalità, eliminando ogni tipo di comportamento opportunistico. Dobbiamo colpire gli approfittatori che si nascondono dietro una legge benemerita per fare i 'cavoli' propri''. Allo studio del senato il ddl 1167, vale a dire la nuova '104': ''La norma che è in discussione in Parlamento prevede certificazioni, banche dati e controlli incrociati: perché l'abuso dei benefici di legge toglie diritti a chi ne ha veramente bisogno e questo - ha concluso Brunetta - noi non lo consentiremo''.

L'articolo fonte ASCA è inserito nella Rassegna Stampa presente nell'area Ufficio Stampa.