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Obiettivo Quirra PDF Stampa
Lunedì 06 Giugno 2011 09:54
Salvare la credibilità
CAGLIARI. Non pensate alle ricadute giudiziarie o all’impatto economico che può avere per le casse della Difesa lo stop alle esercitazioni a Quirra, o una riduzione delle stesse a Capo Frasca e Teulada.
Per i militari che hanno preparato il piano di comunicazione, la Bibbia per tutti coloro che trattano l’argomento poligoni, l’attività “mediatica” può minare cio che è più importante.
La credibilità dell’istituzione militare. È questo il primo rischio che i militari percepiscono, solo seguito dagli altri: la corretta percezione sulla propria indagine ambientale e la fattibilità delle attività di addestramento. E così è nato il piano di comunicazione, per garantire un flusso di informazioni continuo, esaustivo, univoco, tempestivo e condiviso. Il primo punto di attacco è l’indagine dei veterinari della Asl sulle patologie che hanno colpito le greggi della zona: il documento afferma che sinora queste non sono state smentite perché mancano dati statistici, ma «c’è evidenza di testimonianze autorevoli che negano la veridicità dell’indagine anamnestica Melis-Lorrai», definita in un altro punto priva di basi scientifiche.
Il documento punta sui messaggi chiave, spiegando quali frasi usare sulla tutela della salute, sulla indagine definita seria approfondita e trasparente, puntando sul fatto che è costata 2,5 milioni di euro, che c’è stata una gara pubblica gestita da un organismo internazionale (la Nato), e che 5 società internazionali hanno trattato i differenti lotti del poligono, oltre al fatto che l’indagine si è svolta durante l’attività reale e nelle zone a maggior rischio.
E poi l’ambiente; nel memorandum si parla di trend positivo nella sua difesa, di pezzi di ferro che diventano microecosistemi nel mare, di booster dei razzi che diventano tane per i pesci, e poi, naturalmente l’uranio impoverito, per il quale si catalogano le posizioni note e si mettono insieme tutti i punti controversi, confutandoli uno a uno.
Missione riuscita? Secondo il segretario del partito dei militari, una struttura nata di recente all’interno della galassia radicale, Luca Comellini, il risultato non è felice. «Il documento cerca di minimizzare e neutralizzare gli effetti dell’attività mediatica al fine di tutelare in ogni caso l’immagine e gli interessi delle Forze armate e delle attività che si svolgono in quei luoghi.
Ivertici della Difesa sembrano quei bambino con la bocca sporca di cioccolata che negano di averla mangiata: cercano di difendere l’indifendibile. Sarebbe ora che la Difesa mettesse a disposizione degli inquirenti ogni possibile informazione riguardante le attività di esercitazione e/o sperimentazione che in quei poligono hanno effettuato eserciti stranieri e industrie e che custodisce gelosamente».
Da: La Nuova Sardegna del 6.06.2011