Home Ultime Cultura e istruzione
Cultura e istruzione PDF Stampa
Lunedì 06 Giugno 2011 10:18

A rischio gli scrutini

Scuola sarda:

 

i Cobas verso lo sciopero

 

Scrutini a rischio anche nelle scuole cittadine a causa dello sciopero nazionale che i Cobas si apprestano a proclamare.
La decisione finale sarà presa mercoledì nel corso di un'assemblea convocata all'Istituto comprensivo “Ciusa”, in via Brianza (di fronte mercato via Quirra), ma sembra difficile che il sindacato possa recedere dalla decisione.
La ragione dello sciopero (che bloccherebbe gli scrutini programmarti per il 15 e 16 giugno) è ancora una volta «il vergognoso dimensionamento scolastico», cioè la riduzione degli organici e delle classi per il prossimo anno scolastico «nonostante l'aumento del numero degli alunni».
I Cobas denunciano inoltre tagli agli insegnanti di sostegno e al cosiddetto “tempo pieno” alle scuole elementari «addirittura oltre le illegittime tabelle previste dal ministero dell'Istruzione».
Quanto agli istituti professionali, si parla addirittura di «massacro» mentre sono definite «illegittime» le iniziative di formazione alle superiori.
I Cobas ribadiscono anche il loro no ai quiz Invalsi, che, sostengono, non sono obbligatori tanto che «sono state assolte in sede disciplinare alcune colleghe che hanno rifiutato di svolgere le prove».
All'ordine del giorno dell'assemblea dei Comitati di base di mercoledì anche i referendum del prossimo fine settimana. Il primo e il secondo quesito riguardano le normative sulla gestione e tariffazione dell'acqua potabile (esiste una legge che intende, entro la fine del 2011, privatizzare il servizio idrico).
Il terzo quesito riguarda l'energia nucleare e, in particolare, l'abrogazione delle leggi (o di parte di esse) che consentono la realizzazione di centrali nucleari per la produzione di energia sul territorio italiano.
Il quarto quesito riguarda il “legittimo impedimento” a comparire in udienza. Anche in questo caso si chiede agli italiani di esprimersi sulla legge che riserva un trattamento particolare ai membri del Governo (ministri e presidente del Consiglio) che, se coinvolti in un processo, possono essere esentati dall'andare in aula qualora impegnati a svolgere il proprio lavoro.
Votando “Sì” si toglie questo trattamento particolare ai membri del Governo che saranno invece considerati dei semplici cittadini. Votando “No” al contrario si mantiene il trattamento.
L'Unione Sarda del 6 giugno 2011.