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Mercoledì 08 Giugno 2011 09:07
65 milioni da spendere
La Nuova Sardegna dell'8.06.2011

Annunciati 11 interventi. Il sindacato: «Non sappiamo nulla»
 

CAGLIARI. La Giunta vuole aggredire il problema del lavoro e predispone un piano straordinario basato su undici azioni. Per il 2011 mette sul tappeto 65 milioni di euro, in totale ne sono previsti 200, (45 milioni per ciascuno degli anni dal 2012 al 2014). Il piano è stato presentato ieri dall’assessore al Lavoro, Franco Manca, con il presidente della Regione, Ugo Cappellacci.
Gli undici interventi sono diretti soprattutto ai giovani, alle donne, ai lavoratori che usufruiscono degli ammortizzatori sociali ma anche ai piccoli comuni che rischiano di spopolarsi.
Per i giovani sono previsti tre interventi: sostegno all’occupazione, dispersione scolastica, incentivi per lo sviluppo del servizio civile. «Variamo una serie di azioni per consolidare il sistema produttivo», ha detto Cappellacci, «e per dare beneficio concreto e rapido al mercato del lavoro, con una attenzione ai giovani ed alle donne». L’assessore Manca ha spiegato che si tratta di un «percorso rispetto al quale stiamo varando la prima tappa, ma a disposizione ci sono anche i 500 milioni di euro del Fondo sociale europeo con 50 progetti».
Come ha annunciato il governatore, la Regione effettuerà una campagna mirata nel territorio per far conoscere le opportunità contenute nel Piano. La Regione ha comunicato che il piano era frutto di un «lungo e proficuo lavoro di concertazione con le organizzazioni sindacali» ma Cgil, Cisl e Uil hanno smentito.
«Questo piano», denunciano Enzo Costa, Mario Medde e Francesca Ticca, «sembra nascere senza l’apporto dei sindacati confederali. La sua stesura finale è stata fatta senza concludere il confronto con i sindacati. Cgil, Cisl e Uil lo valuteranno nelle prossime ore, se dopo diversi incontri il documento della Giunta fosse varato senza accogliere le proposte significative del sindacato».
Costa, Medde e Ticca confermano «l’urgenza di questo strumento per invertire la tendenza alla recessione più che alla stagnazione dell’intera economia della Sardegna» e con questa convinzione «hanno consegnato per tempo tutti i documenti di valutazione necessari a correggere e integrare le proposte della Giunta».