Home Corte dei Conti PARERE 34/2011 LIMITI DI ASSUNZIONE DI PERSONALE PER GLI ENTI NON SOGGETTI AL PATTO DI STABILITA'
PARERE 34/2011 LIMITI DI ASSUNZIONE DI PERSONALE PER GLI ENTI NON SOGGETTI AL PATTO DI STABILITA' PDF Stampa

La Corte dei Conti, Sezione del Controllo per la Regione Autonoma della Sardegna, con deliberazione n. 34 del 2011, si pronuncia ancora una volta sui limiti di assunzione del personale per gli enti non soggetti al patto di stabilità.

Il principio generale valevole per gli enti minori è quello per cui i vincoli alle assunzioni di personale applicabili nel triennio 2011-2013, sono quelli contenuti nell’articolo 1, comma 562, della legge finanziaria per il 2007, nel testo fatto salvo dall’art. 14, comma 10, del Decreto Legge 78 del 2010 (che prevede che :”per gli enti non sottoposti alle regole del patto di stabilità interno, le spese di personale, al lordo degli oneri riflessi a carico delle amministrazioni e dell’IRAP, con esclusione degli oneri relativi ai rinnovi contrattuali, non devono superare il corrispondente ammontare dell’anno 2004. Gli enti di cui al primo periodo possono procedere all’assunzione di personale nel limite delle cessazioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato complessivamente intervenute nel precedente anno”).

Il comma 9 dell’art. 14 (che recita: “Il comma 7 dell'art. 76 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' sostituito dal seguente: «E' fatto divieto agli enti nei quali l'incidenza delle spese di personale e' pari o superiore al 40% delle spese correnti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo e con qualsivoglia tipologia contrattuale; i restanti enti possono procedere ad assunzioni di personale nel limite del 20 per cento della spesa corrispondente alle cessazioni dell'anno precedente». La disposizione del presente comma si applica a decorrere dal 1° gennaio 2011, con riferimento alle cessazioni verificatesi nell'anno 2010) trova applicazione nei confronti degli enti locali minori limitatamente alla prima parte, ove cioè si pone un divieto assoluto di assunzioni nei quali il rapporto tra la spesa per il personale e quella corrente sia pari o anche superiore alla percentuale indicata.

La Corte dei Conti, già con deliberazione n. 3 del 2011, aveva peraltro statuito che, con riguardo agli enti non sottoposti al patto di stabilità interno - per i quali non vigono i limiti in materia di assunzioni (art. 1 comma 552 legge 296/06) - le cessioni per mobilità volontaria sono equiparabili a quelle intervenute per collocamento a riposo soltanto qualora neanche l’ente ricevente sia soggetto a vincoli assunzionali. Si era anche precisato, nella medesima occasione, che le operazioni di mobilità non possono in ogni caso determinare il superamento del limite di spesa per il personale previsto dalla legge.

Giova ricordare, da ultimo, che la stessa Corte con deliberazione n. 114 del 2010 aveva già chiarito una serie di questioni, sempre riguardanti la spesa per il personale negli enti locali, che qui si richiamano in quanto di interesse.

La spesa per il personale finanziata con risorse provenienti dal bilancio regionale non concorre alla determinazione della spesa complessiva per il personale al fine del suo confronto con quella sostenuta nel 2004 e quindi per consentire la valutazione del rispetto del limite legislativo a detta spesa.

Per quanto riguarda i lavoratori socialmente utili valga richiamare l’art. 30, comma 12, della legge regionale 2 del 2007 (legge finanziaria per il 2007) il quale prevede che “per il finanziamento degli interventi regionali in favore dei lavoratori socialmente utili finalizzata alla stabilizzazione degli stessi è autorizzata la spesa di euro 9.274.000 per l’anno 2007 e di euro 7.774.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009, 2010”.

Tuttavia, giova ribadire che la stabilizzazione comporterà inevitabilmente ulteriori oneri diretti a carico dell’ente.

A ciò si aggiunga che soltanto una parte della spesa può essere coperta da contribuzione regionale (in particolare si tratta del finanziamento dei programmi quadriennali) .

Non è possibile continuare ad escludere dalle spese per il personale quelle relative agli interventi per l’occupazione di cui all’art. 94 della legge regionale 11 del 1088, in quanto tale legge sembra avere esaurito i suo effetti.

Se anche gli interventi in parola fossero stati prorogati, vale sempre il criterio se per essi siano o meno erogate specifiche risorse regionali., in quanto laddove il finanziamento fosse compreso nel fondo unico la spesa dovrebbe essere conteggiata nel calcolo della spesa da confrontare con quella sostenuta nel 2004.

Infine, la Corte fornisce un’interpretazione dell’art. 14 , commi 8-10 del decreto legge 78 del 2010, che il Comune richiedente il parere riteneva potesse non applicarsi agli enti minori.

Con specifico riferimento ai Comuni non soggetti al patto di stabilità, allora, la situazione è che :

-          devono assicurare la riduzione del spese per il personale;

-          non operano più deroghe ai limiti delle assunzioni;

-          le assunzioni sono limitate al 20% della spesa corrispondente alle cessazioni avvenute nell’esercizio precedente.

In particolare, il divieto di assunzione posto a carico degli enti soggetti al patto di stabilità è stato esteso, a decorrere dall’anno 2011, a tutti gli enti locali nei quali l’incidenza per le spese di personale è pari o superiore al 40% delle spese correnti.

Per tutti gli altri enti, a prescindere dalle loro dimensioni, le assunzioni sono limitate al 20% della spesa corrispondente alle cessazioni avvenute nell’esercizio precedente.

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Giugno 2011 07:24