Home Corte dei Conti PARERE 40/2011 Possibilità di conferimento di gettone di presenza in caso di partecipazione alla Conferenza dei Capi Gruppo del Consiglio Comunale
PARERE 40/2011 Possibilità di conferimento di gettone di presenza in caso di partecipazione alla Conferenza dei Capi Gruppo del Consiglio Comunale PDF Stampa

IL  PARERE

Ancora una volta, la Corte dei Conti, Sezione del Controllo per la Regione Autonoma della Sardegna, torna sulle questioni regolate dall’art. 82 del TUEL. In particolare, si chiedeva di conoscere se il gettone di presenza previsto dall’art. 82 potesse essere corrisposto in caso di partecipazione alla conferenza dei capigruppo, ipotesi non espressamente disciplinata dal TUEL.

La corte ricorda che la corresponsione dei gettoni di presenza per i consiglieri è legata alla partecipazione ai singoli consigli e alle singole commissioni e che l’ammontare di quanto percepito mensilmente non può superare il quarto dell’indennità massima prevista per il Sindaco o il Presidente della provincia. Nell’ambito di tale limite di costo, quindi, ciascun ente con proprio regolamento può ben determinare di compensare anche le sedute in sede di conferenza di Capogruppo.

Inoltre, chiarisce che i consiglieri che siano anche lavoratori dipendenti, tanto pubblici che privati, non possono godere di permessi retribuiti in quanto componenti dell’ufficio di presidenza del consiglio, ciò in quanto i diritti riconosciuti ai consiglieri in ordine al compito di ausilio per le sedute del consiglio sono tassativamente indicati all’art. 79 del TUEL.

Si ricorda, peraltro, che con deliberazione n. 116 del 2010 la Corte aveva già puntualizzato alcune importanti questioni in ordine, da un lato agli emolumenti percepibili dal Sindaco che rivesta anche la carica di Consigliere provinciale, dall'altro i precisi limiti della rimborsabilità delle spese di viaggio, ed eventualmente di soggiorno, sostenute dagli amministratori locali.

Precisamente, i quesiti sottoposti all'attenzione della corte contabile, avevano ad oggetto la richiesta di chiarimenti circa la vigenza delle norme dettate dal D.L. 78 del 2010, convertito con modificazioni dalla legge 122 del 2010. come noto, in caso ad un decreto legge siano apportate emendamenti e quindi modifiche in sede di conversione si ha una ipotesi assimilabile in tutto ad una mancata conversione. Pertanto, le norme emendate decadono con efficacia retroattiva, quindi dal momento della loro stessa approvazione, con la conseguenza che esse non potranno trovare applicazione non soltanto per il futuro ma per lo stesso periodo in cui hanno trovato (provvisoria) applicazione. Ne deriva che per quest'ultimo periodo dovrà invece applicarsi la disciplina previgente al decreto legge, ovvero quella stessa che il provvedimento governativo ha inciso. Viceversa, dal momento di approvazione della legge di conversione con emendamenti, troverà applicazione la nuova normativa.

Venendo alle specifiche questioni esaminate dalla corte dei conti, occorre pertanto verificare come e, in concreto, tali principi incidano sulla normativa di cui agli artt. 82 e 84 del testo unico degli enti locali, relativi, si è detto agli emolumenti percepibili dal sindaco che rivesta la carica di consigliere provinciale e al limite di rimborsabilità delle spese di viaggio sostenute dagli amministratori per le missioni effettuate nell'ambito del loro mandato.

Cominciando dalla prima questione, giova premettere che essa è stata sottoposta alla corte con tre diversi quesiti. Precisamente si è chiarito:

1) se al sindaco che rivesta contemporaneamente la carica di consigliere provinciale possano essere corrisposti, dopo l'entrata in vigore della legge 122 del 2010, oltre all'indennità di funzione di sindaco di cui all'art. 82, comma I del TUEL, anche i gettoni di presenza che spettano ai consiglieri provinciali per la partecipazione a consigli e commissioni ai sensi dell'art. 82 comma II TUEL come modificato dall'art. 5 comma 6 della legge di conversione 122 del 2010;

2) se agli stessi soggetti, ma per il periodo di vigenza del decreto legge convertito con emendamenti possa essere corrisposta la doppia indennità di funzione, considerato che ai consiglieri provinciali era riconosciuto dal predetto D.L. 78/2010 il diritto di percepire un'indennità di funzione “onnicomprensiva”;

3) quale sia l'interpretazione da dare all'espressione - utilizzata dal legislatore nell'art. 5 comma 11 del D.L. come convertito - “chi è eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può comunque ricevere più di un emolumento, comunque denominato, a sua scelta”;

4) se con l'entrata in vigore dell'art. 5 comma 9 del D.L. 78/2010 convertito con emendamenti con la legge 122/2010, agli amministratori che in ragione del loro mandato si rechino fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, sia dovuto esclusivamente il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute con esclusione delle spese di soggiorno.

Con riguardo ai primi due quesiti, la Corte ha risposto nel senso che al Sindaco che rivesta contemporaneamente la carica di consigliere provinciale posso essere corrisposti:

–        per quanto riguarda il periodo di vigenza del decreto legge convertito con emendamenti, oltre che l'indennità di funzione di Sindaco, anche i gettoni di presenza per la partecipazione a consigli e commissioni in qualità di Consigliere provinciale;

–        per il periodo successivo all'entrata in vigore della legge 122 del 2010 soltanto un emolumento e pertanto, a scelta, o l'indennità di funzione o i gettoni di presenza.

Una tale soluzione è imposta dalla coerente applicazione dei principi suesposti in tema di effetti della mancata conversione, o della conversione con emendamenti, di un decreto legge.

Per quanto concerne poi l'interpretazione dell'espressione di cui all'art. 5 comma 11 del D.L. 78 come convertito “chi è eletto o nominato in organi appartenenti a diversi livelli di governo non può comunque ricevere più di un emolumento, comunque denominato, a sua scelta”, la Corte dei Conti ritiene che la norma faccia riferimento indistintamente ai diversi livello di governo anche propri di Enti diversi. Inoltre, con il termine “emolumento” è da interpretarsi nella sua accezione più ampia e quindi comprensiva di qualsiasi compenso, sia a titolo di indennità di presenza, sia a titolo di gettone di presenza.

Infine, il Giudice Contabile ha fornito il chiarimento richiesto in ordine alla possibilità per gli amministratori che in ragione del loro mandato si rechino fuori del capoluogo del comune ove ha sede il rispettivo ente, di percepire oltre al rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute anche il rimborso di quelle per il soggiorno.

Prima della conversione con legge 122/2010 del DL 79/2010, infatti, era previsto un “rimborso forfettario per le altre spese”, mentre oggi, l'art. 84 comma I del TUEL cita esclusivamente le spese di viaggio effettivamente sostenute, nella misura fissata con decreto del Ministro dell'Interno e del Ministro dell'Economia previa intesa con la Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali.

Tuttavia, nonostante l'apparente esclusione delle spese di soggiorno, queste sono invece inserite nel comma II dello stesso art. 84 del TUEL. Infatti “la liquidazione del rimborso delle spese è effettuata dal Dirigente competente, su richiesta dell'interessato, corredata dalle spese di viaggio e di soggiorno effettivamente sostenute”.

L'inevitabile incertezza dovuta al dato letterale è stata comunque risolta in sede di Conferenza Stato-Città ed Autonomie Locali: anche le spese di soggiorno, effettivamente sostenute e documentate, potranno essere rimborsate, nella misura dell'80% degli importi indicati nel Decreto Interministeriale del 12 febbraio 2009 n. 37246. ciò sino a che non sia approvato un nuovo Decreto Interministeriale che definisca in modo maggiormente preciso i limiti massimi dei rimborsi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Giugno 2011 07:23