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Piano sanitario, bozza copiata dal Piemonte PDF Stampa
Giovedì 09 Giugno 2011 08:12
Così la Sardegna scopre di avere «regioni confinanti» e un assessorato «alla Salute». Accade a Cagliari, negli uffici regionali.

Mauro Pili, da presidente della Regione, si era «ispirato» alla Lombardia.

L’attuale assessore alla Sanità, Antonello Liori, ex An ma ora anche lui nel Pdl, sembra invece prediligere il Piemonte: la sua bozza di Piano sanitario consegnata alla giunta - secondo quanto evidenziato ieri da un suo predecessore, Roberto Capelli (Api) - è in buona parte copiata e in alcuni punti in maniera tanto maldestra da suggerire, per la rete ospedaliera, una collaborazione con le «Regioni confinanti».

«La storia si ripete», ha commentato Roberto Capelli, ex Udc e ora unico rappresentante in Consiglio regionale della formazione fondata da Francesco Rutelli. Secondo Capelli «di fronte a fatto di tale portata ci si dimette, assessori e direttori generali senza titolo, e si capisce perché».

 

 

Capelli ha fatto un lavoro enorme: ha affiancato nelle stesse pagine la bozza Liori («Piano di riorganizzazione dell’assistenza sanitaria della Regione Sardegna») a due terzi del Programma attuativo del Piano di rientro di riqualificazione e riorganizzazione del servizio sanitario regionale del Piemonte.

 

Perché si è fermato ai due terzi? «Per pudore e perché la vicenda non meritava altro impegno.

 

 

Quello che si doveva scoprire era stato scoperto: siamo di fronte a una clamorosa copiatura». La bozza sarebbe stata consegnata alla giunta nella prima seduta di maggio.

 

Sinora non è stata discussa. Con l’incidente capitato a Pili (alcune pagine copiate dalla Lombardia nei programmi settoriali ma non nelle dichiarazioni lette in aula) la Sardegna aveva scoperto di avere le Alpi e ben undici Province (all’epoca ne contava quattro).

 

Con la bozza Liori scopre di non essere più un’isola trovandosi un numero imprecisato di «Regioni confinanti».

 

 

La disattenzione di chi ha scritto materialmente il testo ha consentito di smascherare l’operazione. In altri punti il testo è stato adattato, o togliendo direttamente il riferimento al Piemonte, o inserendo un inciso nella bozza sarda, come per il servizio del 118 («uno per l’area Nord l’altro per l’area Sud»). E invece non è stata corretto il nome dell’assessorato, per cui, anche quello sardo, non si chiama più «alla Sanità» ma «alla Salute».

 

 

 

La Nuova Sardegna del 9.06.2011.