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Ambiente e territorio : Quirra, iniziato lo sgombero del bestiame PDF Stampa
Giovedì 09 Giugno 2011 09:46
Poligono di QuirraUn calendario con le diverse tappe.
E spuntano trenta pastori privi delle licenze.
Da ogni allevamento verranno prelevati campioni per i controlli.
Nessuna nuova concessione, nessuna ulteriore proroga.
Chi si aspettava di fermare lo “sfratto” degli animali dal poligono di Quirra fino al 20 luglio, nell’attesa degli esiti conclusivi delle nuove analisi sul bestiame, rimarrà deluso: già da ieri, i primi pastori sono stati esiliati...
PERDASDEFOGU
 
Nessuna nuova concessione, nessuna ulteriore proroga. Chi si aspettava di fermare lo “sfratto” degli animali dal poligono di Quirra fino al 20 luglio, nell’attesa degli esiti conclusivi delle nuove analisi sul bestiame, rimarrà deluso: già da ieri, i primi pastori sono stati esiliati dal territorio della base che ha il comando a Perdasdefogu.
Sono i proprietari degli allevamenti dove i veterinari dell’Asl di Lanusei hanno già fatto i primi prelievi di campioni di latte, formaggio e carne che verranno analizzati anche dall’istituto zooprofilattico di Sassari.
Entro qualche giorno dovrebbero già arrivare alcuni responsi sullo stato di salute degli animali del poligono. Altri campioni, invece, verranno esaminati a Roma e a Torino e richiederanno più tempo. Decine di abusivi. Ma la vera novità dell’inchiesta è che hanno fatto le valigie anche una trentina di pastori “abusivi”.
Ovvero privi di qualunque autorizzazione del Comune e del ministero della Difesa per far pascolare i loro animali nei dodicimila ettari della base. Sono stati pizzicati in flagrante dagli agenti della squadra mobile nuorese e dagli uomini della Forestale di Lanusei che, su disposizione del procuratore di Lanusei, Domenico Fiordalisi, stavando girando di ovile in ovile per sollecitare lo sgombero con tanto di perentoria lettera di diffida. Stando ai primi accertamenti fatti dagli investigatori, gli allevatori in questione occupavano da diverso tempo il poligono senza averne diritto o alcuna autorizzazione.
Che invece hanno diversi altri pastori della zona. Gli abusivi scoperti, insomma, sono i primi a fare le valigie. Alcuni di loro hanno già abbandonato il campo da ieri, altri li seguiranno alla spicciolata in queste ore: le disposizioni della Procura sono piuttosto chiare e nette.
Sempre in queste ore, tuttavia, anche altri allevatori subiranno lo stesso destino: sono i proprietari del bestiame già analizzato. I controlli sono stati eseguiti a campione secondo un protocollo preciso, pianificato una decina di giorni fa nel corso di una riunione a Perdasdefogu.
Da ogni allevamento, stando al piano di battaglia, verranno prelevati per essere macellati o controllati, un animale, venti litri di acqua, sei forme di formaggio da almeno due chili l’una. Gli animali saranno macellati e analizzati scrupolosamente, i liquidi e il formaggio verranno esaminati con altrettanta cura.
Da ogni animale macellato verranno prelevate ossa, carne e tessuti. Per portare a termine i controlli, in ogni caso, ci vorranno circa cinque mesi tra prelievi e responsi. Sfratto improrogabile. Per questo, qualche settimana fa, il gip del tribunale di Lanusei, con il parere favorevole del procuratore Fiordalisi, aveva concesso una proroga fino al 20 luglio dell’ordinanza di sgombero per i pastori, disposta dal decreto di sequestro del poligono. Gli allevatori pensavano insomma di dormire sonni tranquilli almeno fino a quella data e di trovare nel frattempo una soluzione alternativa allo sfratto.
Ma in queste ore si scopre che il 20 luglio è solo la data ultima entro la quale deve avvenire lo sgombero degli animali. Lo sfratto dei pastori, insomma, avverrà a poco a poco, man mano che il loro bestiame viene analizzato. Stavolta, insomma, lo sfratto si fa sul serio e gli allevatori cominciano a toccarne le sgradevoli conseguenze. Quelle per le quali, anche attraverso la Coldiretti, stanno cercando con apprensione da diverse settimane di trovare una via d’uscita. I questuanti in Procura.
Nel frattempo, in Procura a Lanusei, si susseguono giorni infernali. File e file di pastori, amministratori locali, semplici cittadini, esponenti di associazioni di categoria, si formano davanti all’ufficio del procuratore, al palazzo di giustizia, per chiedere udienza e capire cosa fare.
L’obiettivo comune, e per nulla nascosto, è quello di bloccare il provvedimento di sgombero degli animali dal poligono e sbloccare anche l’accesso alla spiaggia di Murtas, nel territorio di Villaputzu. Ma c’è un decreto del gip del tribunale di Lanusei, Paola Murru, e nessuno, a meno di seguire un iter legale fatto di avvocati, di carte bollate e di ricorsi, può bloccarlo.
La Nuova Sardegna del 9 Giugno 2011.