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L'Isola sposa la green economy PDF Stampa
Giovedì 09 Giugno 2011 10:29

Venti comuni saranno autosufficienti sul fronte energetico.

La Sardegna dice no al nucleare e sposa la green economy.

Dunque, niente centrali nell'Isola, che diventerà anche un territorio virtuoso anche sul fronte della produzione di anidride carbonica.

È questo il senso del progetto Sardegna Co2.Zero, illustrato ieri dal presidente della Regione...

 

 

I FONDI

 

 

Il piano reso noto dal governatore prevede la spesa di 36 milioni di euro del Fondo per lo sviluppo urbano e il coinvolgimento delle comunità locali.

 

Come? Un bando, che sarà pubblicato entro la prossima settimana, selezionerà venti Comuni per promuovere lo sviluppo della green economy in Sardegna e arrivare a raggiungere gli obiettivi fissati dalla Regione: produrre almeno il 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020, in linea con gli obiettivi europei, e il 35% nel 2030.

 

Saranno poi gli stessi enti locali a proporre la loro ricetta per centrare gli obiettivi.

 

I migliori, quelli che avranno le idee più innovative, e si renderanno autosufficienti dal punto di vista energetico, prenderanno parte al progetto pilota.

 

 

L'APPUNTAMENTO

 

 

Il bando si chiama “Smart City: Comuni in classe A” e verrà presentato lunedì prossimo, alla Fiera di Cagliari, alla presenza di Pedro Ballesteros, della Direzione generale Energia della Commissione Europea.

 

«Si tratta», ha chiarito Cappellacci, «di fare scelte che riguardano il futuro della regione e di dare un messaggio in termini culturali, avendo come obiettivo quello di far diventare sostenibili tutti i 377 comuni della Sardegna. Stiamo anche definendo un accordo», ha aggiunto, «per introdurre nel territorio regionale auto elettriche, agevolandone quindi l'acquisto».

 

I primi venti enti locali che saranno selezionati dal bando avranno a disposizione anche l'assistenza tecnica per la predisposizione di un piano di azione comunale, finanziato con mutui agevolati e, in parte, a fondo perduto (per gli enti locali e per partnership pubblico-privato).

 

 

L'OBIETTIVO

 

 

In questo modo l'Isola cercherà di imporre, sul fronte energetico, un modello basato sulla produzione da fonti alternative: energia solare e fotovoltaico, ma anche la riconversione degli impianti industriali di Porto Torres, con l'obiettivo della creazione di un polo di chimica verde (il più grande d'Europa).

 

 

Questi «sono i cavalli di battaglia della svolta sarda, sancita dal risultato referendario sul nucleare con il 97% dei votanti (il 60% degli aventi diritto) che si è espresso a sfavore dell'atomo», ha spiegato Cappellacci che invita i sardi a ripetersi domenica.

 

Domani, 3.000 rose bianche e rosse - i colori della bandiera sarda - verranno distribuite per illustrare il progetto agli studenti: a Sassari e Alghero da Max Giusti e all'Istituto tecnico di Agraria di Elmas da Tessa Gelisio (Mediaset) e Monica Marangoni (RaiUno).

 

 

 

L'Unione Sarda del 9 Giugno 2011.