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Sanità e affari sociali: Piano sanitario scopiazzato È polemica PDF Stampa
Venerdì 10 Giugno 2011 07:19
Il Piano di riorganizzazione della sanità sarda sarebbe stato copiato, in larga parte, dal Piano della Regione Piemonte.
«Interi blocchi», sostiene il consigliere regionale dell'Api, Roberto Capelli, che ha messo i due documenti a confronto rilevando passaggi più o meno identici in alcune delle 57 pagine esaminate:
«La storia si ripete e ci insegna che davanti a fatti come questi ci si dimette», sottolinea l'ex assessore alla Sanità, «è il “vizietto” del Pdl»...
La nuova concezione dell'ospedale, l'emergenza sanitaria, i gruppi di lavoro, le priorità organizzative, le centrali operative, la rete dell'emergenza territoriale, dotazioni logistiche:
tutti questi (e altri) capitoli trovano la loro puntuale corrispondenza nel Piano della Regione Piemonte, fra le poche amministrazioni virtuose del sistema sanitario nazionale.
Capelli chiede dimissioni in blocco, affermando che alcuni dirigenti non avrebbero i titoli per ricoprire quell'incarico.
LA REPLICA
L'assessore alla Sanità, Antonello Liori (Pdl), ha replicato: «Capelli parla di copiatura citando una riga delle oltre 80 pagine del Piano, ma non azzecca neanche la citazione: parlando di “regioni confinanti”, ci si riferisce alle patologie rare che per essere affrontate necessitano dell'accordo tra più regioni».
Sarebbe utile, sottolinea Liori, «che Capelli provasse a confrontarsi sui contenuti, senza soffermarsi su aspetti formali». Ma come mai si riscontrano tutte queste analogie fra i due progetti?
«Le Regioni sottoposte a un Piano di rientro dal deficit, come la Sardegna e altre nove, sono state convocate dai tecnici di Agenas - agenzia del ministero - per predisporre una bozza unica dei Piani», dice l'assessore, «le linee guida sono generali, ci si basa sulla bozza elaborata dall'Agenas e la si riadatta con le indicazioni legate alle esigenze del nostro territorio».
Ogni assessorato regionale, quindi, ha riscritto la bozza salvando passaggi praticamente identici: «Le linee guida non sono “regionalizzabili”, sono quelle dettate dal ministero».
Capelli parla di numeri identici: «Sono parametri nazionali, uguali per tutti».
L'Unione Sarda del 10.06.2011