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Bonifiche e Mita, polemica sulle licenze: Lunedì la conferenza. PDF Stampa
Domenica 12 Giugno 2011 10:47
La Maddalena. Risanamento e rilancio: slitta a lunedì il vertice romano al ministero.
L’incontro era stato convocato per decidere i dettagli operativi sia sulla ripresa delle bonifiche a mare nell’ex arsenale sia su altri interventi nel complesso gestito da Mita.
Il rinvio è dipeso dall’esigenza di attendere la fine delle ispezioni disposte dalla magistratura e la revoca del sequestro giudiziario sui fondali.
Nel frattempo arriva da Cagliari una novità: sul Bollettino della Regione è stato pubblicato il provvedimento che dà l’ok alle licenze edilizie e commerciali per il completamento della struttura.
Ambiente e territorio
Roma, slitta a lunedì la conferenza di servizio sul risanamento

 

 

Delibera che fa già discutere.
Dopo il passaggio di consegne da Demanio e Marina all’amministrazione sarda, con la parentesi dello scandalo formato G8 che ha travolto la Cricca della Ferratella e la Protezione civile guidata da Bertolaso, la proprietà del portoarsenale e dell’intera area è nelle mani della Regione. Ma la gestione fa capo alla Mita, società del gruppo Marcegaglia che controlla anche il Forte Village a Santa Margherita di Pula.
E se i suoi dirigenti in attesa di contatti con i rappresentanti delle istituzioni non hanno più commentato gli sviluppi giudiziari, non lo stesso può dirsi per le forze politiche nell’arcipelago e, più in generale, in Gallura.
Al summit romano, tra qualche giorno, parteciperanno i delegati della Regione, del ministero dell’Ambiente e della nuova Protezione civile.
Sono stati avvertiti dell’appuntamento, «per conoscenza» come si usa dire, ma non parteciperanno, Comune e Provincia Olbia-Tempio.
«Noi comunque continueremo a seguire con estrema cura l’integrazione delle bonifiche, così come a suo tempo fatto dalla giunta precedente alla nostra per il risanamento a terra - spiega Pietro Carzedda, del Pdl, assessore provinciale all’Ambiente della Gallura - Nel caso delle bonifiche a mare le nostre competenze sono residuali.
Ma a ogni modo faremo la nostra parte sino in fondo». Stessa attenzione, da sempre, viene riservata all’evolversi di questi aspetti da parte dell’amministrazione municipale maddalenina. Al Comune, anche nelle recenti sedute di Consiglio, si è parlato di questi problemi e dei pareri favorevoli dati dalla Regione.
Una serie di «sì condizionati» di fronte alle richieste di carattere organizzativo e urbanistico avanzate da Mita lo scorso anno, prima del Vuitton Trophy che ha visto commissario straordinario lo stesso governatore Cappellacci.
Si tratta di varianti ai progetti originari presentati dalla società del Gruppo Marcegaglia per la trasformazione in residenze delle aree inizialmente destinate alla stampa durante il G8 poi trasferito in Abruzzo.
Previste autorizzazioni per box e stand di vendita. Per bar, ristoranti, tabaccherie, depositi. Persino di un centro estetico.
E si parla poi di licenze per impianti tecnici, servizi e supporti per gli ormeggi, vani per la sicurezza.
Nella gran parte dei casi dunque il presidente Cappellacci dà il benestare, ma solo a patto che il Comune, la Capitaneria e altri enti provvedano per i compiti di loro pertinenza a rilasciare il beneplacito definitivo.
E a condizione che siano rispettati regolamenti, leggi e norme fissate per la specifica situzione. Da qui, di fronte all’espansione delle attività nel portoarsenale, le interpretazioni tra le forze politiche maddalenine. Reazioni a volte discordi sulla funzione che il nuovo complesso di Moneta svolgerà nell’integrazione con l’industria delle vacanze circostante.
Insomma, un’altra puntata di un dibattito che va avanti dal momento della ricomversione verso usi civili di strutture appartenute ai militari.
E che fa dichiarare a Pierfranco Zanchetta, predecessore dell’attuale assessore provinciale all’Ambiente, oggi consigliere di minoranza in Comune: «Bertolaso cessa i poteri a fine 2009 col G8 mancato e Cappellacci subentra pochi mesi dopo solo per il Vuitton Cup: come mai allora le varianti per costruire villette vicine all’Hotel Mita e per i cambi di destinazione d’uso non passano in Consiglio comunale come sarebbe stato doveroso?».
 
La Nuova Sardegna.