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Un poker di sinergie può far crescere il turismo PDF Stampa
Lunedì 13 Giugno 2011 09:16
Cagliari. Nonostante il problema dei trasporti la Sardegna con 2,4 milioni di arrivi è stata la prima regione in Italia nel periodo 2006-2009 per crescita media annua del turismo.
È uno dei dati del Rapporto sul settore turistico nell’isola realizzato da Srm studi in collaborazione con la la Banca di credito sardo.
Dal Report risulta che il comparto turistico genera 1,6 miliardi di Pil regionale: 34 euro di Pil aggiuntivo per ogni presenza turistica in Sardegna, secondo i calcoli del direttore della Srm Studi.
Con una crescita del turismo del 20% si potrebbe generare una crescita di 336 milioni l’anno. Lo studio, ovviamente, ipotizza per poter crescere di ottenere più sinergie tra i vari comparti. «Non è sufficiente fermarsi la binomio turismo-agroindustria ma è necessario fare poker», afferma Giorgio Mazzella, presidente della Banca di credito sardo, «occorre cioè combinare quattro elementi fondamentali: turismo, artigianato, cultura e agricoltura».
Per Giuseppe Cuccurese, direttore generale della banca che fa capo a Intesa, «anche nell’industria turistica varranno molto meno le rendite di posizione.
Occorrerà giocare in anticipo adottando strutture sempre più flessibili e sviluppando processi di innovazione in grado di poter rispondere a una domanda molto variegata e a un’offerta altamente competitiva». Dalla ricerca emerge che il turismo è un settore trasversale che può attivare ricchezza anche in altri settori collaterali.
Oltre alla spesa destinata agli alberghi e ristoranti (55%), la spesa dei turisti è destinata ai beni culturali (14% della spesa), alla moda (il 10%), all’alimentare (il 7%) e ai trasporti (il 6%). La vocazione turistica della Sardegna è superiore al dato nazionale: si stima un Pil turistico regionale pari al 4,8 del totale regionale.
La ricerca ha anche elaborato una proiezione da cui risulta che potrebbe aumentare la capacità endogena di creazione di ricchezza della Sardegna con l’aumento delle presenze turistiche; l’impatto economico sarebbe addirittura di altri diciotto punti di Pil aggiuntivo, passando cioè dai 34 euro ai 52 euro.
In base a questa ipotesi il Pil aggiuntivo diretto per la Sardegna sarebbe quasi di un miliardo di euro. Da sottolineare il ruolo, oltre a quello consolidato che si basa sulla balneazione, del turismo enogastronomico rimarcato anche dal grande numero di aziende di agriturismo.
La Nuova Sardegna del 13 Giugno 2011.