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Sanità e affari sociali: Asl 8, polemica sul deficit PDF Stampa
Mercoledì 15 Giugno 2011 08:18
E Simeone chiede 40 milioni per l'assistenza territoriale.
La Asl dichiara una perdita di esercizio di 47 milioni di euro, in calo di circa il 37% rispetto al 2009.
La Corte dei conti, nella relazione annuale sulla spesa sanitaria, pubblicata ad aprile, cita un altro dato: meno 99,3 milioni.
Qual è il buco reale dell'Azienda sanitaria locale cagliaritana?
La Cgil attacca e chiede una risposta («ci facciano capire qual è la posta di bilancio che ha consentito di dimezzare il deficit») il direttore generale replica prima stizzito («Quale bilancio ha la Cgil, quello della Lombardia?») poi dà una spiegazione: «Il dato riportato dalla Corte dei conti è parziale perché non riporta le ultime assegnazioni della Regione».
La polemica non cancella il problema principale: i costi sanitari, storicamente altissimi, continuano a crescere. Basti dire che nel 2010 la Asl ha ottenuto dalla Regione 40 milioni in più di trasferimenti rispetto al 2008. 
E ne chiede altrettanti in più per i prossimi anni.
BOOM DEI FARMACI
A lievitare, rispetto agli anni scorsi, sono state le spese per medici di famiglia e le prestazioni specialistiche (più 12 milioni) ma soprattutto la spesa farmaceutica, cresciuta di 18 milioni di euro rispetto all'anno precedente e arrivata a quota 270 milioni, di cui 120 di medicinali prescritti dai “dottori” di famiglia.
Un incremento inopinato attribuibile, secondo Simeone, alla crescita sia del numero che dei costi dei farmaci destinati a malati oncologici o affetti da Sclerosi multipla: «Il problema è che la Regione ce li rimborsa secondo tariffe ferme al 2006 ma i prezzi sono aumentati», spiega Vincenzo Serra, direttore amministrativo dell'azienda sanitaria a cui fanno capo 71 comuni, una popolazione di 548 mila persone (100 mila in più rispetto al 2005), sette ospedali e venti poliambulatori.
Un altro nodo (e costo) storico della sanità locale è l'assistenza territoriale: dovrebbe fungere da filtro per i non acuti ma continua ad evidenziare carenze (ad esempio sull'emergenza, rileva la Cgil).
Significa - e il numero uno della Asl lo riconosce - che un paziente spesso costa due volte: al poliambulatorio e all'ospedale, dove il cittadino si reca se non ottiene risposte.
«Se i cittadini non si fidano occorre lavorare per migliorare il servizio nel territorio», ammette Simeone.
SERVONO 40 MILIONI
E come si raggiunge l'obbiettivo?
Chiedendo ancora più soldi: «La Asl 8 è sottocapitalizzata per il numero di Comuni che ha e per l'ampiezza del territorio», osserva Simeone. «Un esempio: il Microcitemico e l'Oncologico assistono per il 30% un'utenza della Asl 8 e il 70% dal resto della Sardegna. Servono più soldi dalla Regione».
Quanti? «Diciamo 40 milioni in più: 900 milioni anziché 860».
E pensare che la Corte dei conti, nelle sue considerazioni finali, osserva che «l'incremento della spesa, la riduzione degli incassi e l'aumento di crediti e debiti porta alle aziende sofferenze di liquidità cui si cerca di rimediare cedendo i crediti.
E garanzie, interessi e oneri della cessione crediti sono a carico della Regione». Paga sempre pantalone.
L'Unione Sarda del 15.06.2011