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Mercoledì 15 Giugno 2011 09:16

 terremoto ai vertici

 

 

L'Aga Khan infuriato: alcuni dirigenti a rischio licenziamento
Non ha mai gradito le polemiche, tanto meno le contestazioni, il principe Karim Aga Khan.
E proprio per questo Meridiana è sempre stata una delle grandi aziende italiane con pochissime vertenze sindacali.
Ora la musica è cambiata e il fondatore della compagnia aerea olbiese non è contento di come vanno le cose: è da tre anni che sgancia milioni di euro per contenere gli effetti delle perdite di bilancio e per di più la sua azienda è da tempo nell'occhio del ciclone.
LE INDISCREZIONI
Nei giorni scorsi, quando è atterrato a Olbia all'improvviso, il principe ha toccato con mano quanto sia diventata difficile la situazione. Ha assicurato che manterrà la promessa di stanziare 47 milioni di euro per salvare l'azienda, ma non è andato via con il sorriso sulle labbra.
Ora si rischia il terremoto. Nel giro di qualche giorno potrebbero cambiare molte cose al vertice della compagnia. Alcuni dirigenti, quelli accusati dai sindacati di aver male amministrato sia i conti che il personale, rischiano la decapitazione.
Ieri mattina si parlava di un licenziamento importante, si facevano nomi illustri, ma le conferme potrebbero arrivare solo nelle prossime ore. Per il momento tutti ne parlano, ma negli uffici si tengono le bocche cucite.
Oggi, forse, si scoprirà qualcosa, magari nel corso del vertice tra i sindacati e l'amministratore delegato Massimo Chieli. Sarà un altro braccio di ferro, come quello di ieri pomeriggio.
L'INCONTRO
Nella sede romana di Assaereo, il direttore delle relazioni industriali, Simone Staffa Guidi, e il direttore del personale, Remigio Magrini, hanno incontrato i rappresentanti degli assistenti di volo per parlare del contratto.
Ed è finita con la solita polemica: «Ci hanno detto che dobbiamo firmare il nuovo contratto perché altrimenti imporranno regole più dure per la cassa integrazione - denuncia Fabrizio Contino dell'Anpav - con le minacce non si va da nessuna parte. Non accettiamo riduzioni salariali, né l'aumento del carico di lavoro».
I sindacati, intanto, chiedono di discutere prima il piano di riduzione del personale: «I nuovi contratti non sono urgenti e non capiamo l'insistenza dell'azienda: i nuovi accordi non porterebbero alcun risparmio - aggiunge Marco Bardini della Uil-Trasporti - Continuano a fare scelte dannose e inutili».
Mentre la Cgil nazionale, per bocca di Mauro Rossi, ieri sera sembrava più possibilista. L'AD Batte un colpo ed esterna le sue preoccupazioni anche Massimo Chieli.
«Sono momenti delicati per dare un futuro alla compagnia, non si deve perdere tempo.
Il piano di ristrutturazione deve andare avanti per salvare compagnia, posti di lavoro e prospettive di sviluppo. Abbiamo fatto di tutto per evitare i licenziamenti collettivi, ma è necessario raggiungere un accordo nelle prossime ore».
L'Unione Sarda del 15 Giugno 2011.