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Caro-traghetti: gli arrivi in calo del 30 per cento PDF Stampa
Mercoledì 15 Giugno 2011 09:19

Porto di Olbia: è la stagione più nera. 

Se il numero dei mercantili in arrivo non cala, anzi aumenta, vuol dire che la crisi del traffico passeggeri l'ha provocata l'aumento dei prezzi dei biglietti.

Il caro-traghetti, come è stato ribattezzato.

 

 

 

Il porto di Olbia ne sta pagando le conseguenze: i dati che riguardano i primi quattro mesi dell'anno fanno spavento e quelli di maggio rappresentano un incubo per la stagione turistica.

Negli ultimi trenta giorni sono arrivati a Olbia 158 traghetti in meno rispetto allo scorso anno, mentre il numero dei passeggeri fa registrare un perdita di oltre sessantaduemila passeggeri.
Il dato complessivo, tra gennaio e maggio, è da record: meno 27 per cento di navi, meno 21 sulla categoria passeggeri
I COLLEGAMENTI

L'aumento delle tariffe, non c'è dubbio, è la causa principale del calo degli arrivi, ma c'è anche un altro fattore che manda in crisi il sistema Isola Bianca. Si tratta della cancellazione improvvisa dei collegamenti.
Alcune tratte le compagnie di navigazione le hanno soppresse alla fine della stagione estiva, ma spesso e volentieri le navi non sono partite.
Senza neppure una spiegazione ufficiale, anche se le ragioni si sono capite molto bene: il viaggio con pochi passeggeri a bordo sarebbe stato poco conveniente. A conti fatti, l'unico porto del Nord Sardegna che tenta la ripresa è quello di Golfo Aranci, che a maggio registra un aumento dello 0,68 per cento di passeggeri.
L'AUTORITÀ PORTUALE

Paolo Piro è sempre stato un ottimista, ma stavolta usa toni molto preoccupati.
«Meno ponti festivi, una dura crisi economica, unita alla risposta anacronistica dell'aumento dei prezzi dei biglietti fanno annegare il nostro sistema.
Ho il timore che la stagione turistica sarà buia.
Le cancellazioni delle corse all'ultimo momento per mancanza di passeggeri e l'immagine dei porti semivuoti, smentiscono ogni forma di ottimismo».
Non resta che aspettare giugno e la flotta sarda.
L'Unione Sarda del 15 Giugno 2011.