Home Ufficio Stampa Sit-in di Cgil, Cisl e Uil a Cagliari per il diritto alla mobilità
Sit-in di Cgil, Cisl e Uil a Cagliari per il diritto alla mobilità PDF Stampa
Giovedì 16 Giugno 2011 09:00

Prevista per il 2 luglio una manifestazione al nuraghe Losa.

Le mille vertenze dell’isola sono racchiuse nella questione dell’insularità e i sindacati hanno portato ieri la protesta nel porto di Cagliari, scelto come un luogo simbolo.

A luglio ci sarà una grande manifestazione in un altro luogo simbolico: il nuraghe Losa.

Gli svantaggi dell’insularità, riconosciuti dal Trattato di Amsterdam, sono davvero molteplici e tangibili nel settore dei trasporti.

 

Per questo Cgil-Cisl e Uil hanno tenuto ieri un sit-in per rivendicare il «diritto alla mobilità per i sardi».

 

 

 

Alcune centinaia di persone con bandiere e striscioni hanno aperto un gazebo di fronte alla sede della Tirrenia per chiedere che l’Unione europea riconosca la condizione di insularità e tuteli il diritto dei sardi alla mobilità. Il destino ha voluto che il sit-in coincidesse proprio nel giorno in cui la «flotta sarda», voluta dalla Regione, ha effettuato la prima navigazione da Civitavecchia a Golfo Aranci, cioè il porto in cui per tanti anni attraccarono i traghetti delle Ferrovie. «Non si può rispondere ai problemi del trasporto e della mobilità noleggiando due navi e annunciando una terza», afferma Enzo Costa, segretario della Cgil, «i diritti dei sard

 

 

i devono essere garantiti per 365 giorni all’anno e non solo per i tre mesi della stagione turistica». Il sit in si svolge di fronte a una vecchia nave della Tirrenia in un porto che, nelle intenzioni, doveva essere la piattaforma del Mediterraneo. Enzo Costa ricorda che «nel porto di Cagliari trent’anni fa lavoravano più di tremila persone mentre oggi è un deserto abbellito da qualche giardino, con un porticciolo per barche di lusso ma che non serve alla mobilità dei sardi».

 

 

Da qui la madre di tutte le vertenze: l’insularità. «Chiediamo la dichiarazione dello stato di insularità», afferma il segretario della Cisl Mario Medde, «se non si dovesse arrivare ad un accordo con Stato e Ue, siamo pronti allo sciopero generale in autunno».

 

 

Ma una grande manifestazione per il lavoro, lo sviluppo e i trasporti si farà il 2 luglio al Nuraghe Losa. «Porteremo quindicimila lavoratori e pensionati nel centro della Sardegna», afferma Francesca Ticca, segretaria della Uil che ha annunciato «un’estate calda e un autunno ancora più caldo» perché i sindacati «si sono stancati di sedere attorno a un tavolo con la Regione senza avere riscontri concreti».

 

 

Non solo non è stato attuato l’accordo di un anno fa con Cappellacci - hanno detto i sindacalisti - ma il confronto è bloccato.

 

 

La Nuova Sardegna del 16 Giugno 2011.