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Economia: Vino e turismo PDF Stampa
Venerdì 17 Giugno 2011 09:37

 binomio vincente

 

 

Potenziale del succo di Bacco in chiave economica, sviluppo del territorio lungo le vie enogastronomiche e alta specializzazione nella progettazione e allestimento di strategie di marketing e promozione in chiave turistica.
Il quarto simposio internazionale “Vino e territorio, modelli di sviluppo enoturistico” che si è tenuto ieri alla Camera di commercio di Nuoro, ha acceso i riflettori sulla necessità di smarcare un bene sardo, sempre più di pregio, da una certa connotazione di prodotto per intenditori e cerchie elitarie, liberandone la natura di traino per l'intera filiera della vacanza massiva.
Il segreto? Riconoscere il suo ruolo di offerta economica che più imprese, radicate in un territorio percepito come unitario per geografia, cultura e storia, possano proporre all'interno di determinati pacchetti.
IL MASTER
Interna al master must in “Sviluppo turistico territoriale e gestione delle imprese” dell'Università Cattolica del Sacro Cuore, la sessione ha visto la partecipazione di Franco Manca e Luigi Crisponi, assessori regionali al Lavoro e al Turismo, Antonello Menne, docente del master, ed Enrico Ciciotti della Cattolica di Piacenza.
«Un'iniziativa didattica di livello - ha osservato Menne - in ballo c'è la competitività in un settore come quello turistico il cui successo non può più prescindere dall'alta formazione».
 Il corso sta formando 46 esperti ai quali vitivinicoltori e albergatori, titolari di agriturismo, ristoranti o Bed&breakfast potranno fare riferimento per lanciare, diffondere e soprattutto far brillare sul mercato le proprie proposte commerciali.
LA SFIDA
 «Siete la nostra scommessa sul futuro - ha rimarcato Manca - e siamo convinti che soluzioni formative in loco derivanti da scelte mirate, valgano molto di più di formule sulla linea del Master&Back. Quest'ultimo ci costa 40 mila euro all'anno a borsa e spesso i nostri studenti non tornano indietro, le prime invece gravano sul bilancio per soli 14 mila euro, e offrono la garanzia che stiamo formando degli specialisti a vantaggio dell'Isola».
Crisponi ha sottolineato come questi professionisti rappresentino un valore aggiunto «per le 3500 strutture ricettive sarde, pur in una stagione critica con 17 mila presenze in meno.
Confidiamo in una ripresa a breve. Gli strumenti? Borghi del pane, sentieri del vino, corner dell'agroalimentare. Per farli funzionare le vostre competenze saranno preziose».
L'Unione Sarda del 17.06.2011