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Il nuovo vescovo: Nuoro nel mio destino PDF Stampa
Venerdì 17 Giugno 2011 09:39

Monsignor Mosè Marcia è legato alla diocesi fin dai tempi della formazione in seminario.

Nel 2010 il suo nome era stato fatto per Alghero-Bosa

 I preti più che nel destino credono nella Provvidenza.

E i misteriosi disegni divini da qualche parte avevano scritto che il cammino sacerdotale di don Mosè Marcia, nuovo vescovo di Nuoro, si dovesse incrociare, prima o dopo, con la Chiesa barbaricina.

 

 

Da domenica faranno parte dello stesso presbiterio: uno vescovo, l’altro parroco della parrocchia di san Francesco.

 

 

 

 

«Ai tempi del seminario ero talmente legato a un mio compagno di classe, nuorese, don Tonino Carta, che ci chiedevano se fossimo della stessa parrocchia o almeno della stessa diocesi», ha dichiarato qualche tempo fa il nuovo presule.

 

Nuoro si prepara ad accogliere, domenica, monsignor Marcia. I giovani sono già mobilitati.

 

 

Domani nel santuario della Madonna delle Grazie si incontreranno per una veglia di preghiera. «Mi unirò spiritualmente anch’io - ha detto il nuovo vescovo - e pregherò per implorare, intercedente Maria, Vergine Madre, ogni Grazia per la nostra “eletta Signora”, la sorella Chiesa che è in Nuoro”. Un altro segno del cielo per la destinazione nuorese di don Mosè.

 

 

Da ottobre dell’anno scorso due diocesi erano in predicato di cambiare guida: Alghero-Bosa e Nuoro.

 

 

La prima affidata pro tempore a un amministratore diocesano, con poteri limitati. La seconda a un vescovo, Pietro Meloni, con tutti i diritti del ruolo. Logica avrebbe voluto che Marcia occupasse la chiesa priva del pastore. Invece, il Vaticano decide diversamente: ad Alghero-Bosa un vescovo di prima nomina, a Nuoro don Mosè. Forse era destino. Per un sacerdote sardo nessuna delle dieci diocesi isolane è un mistero. Il seminario regionale è un collante efficace che unisce preti di tutta la Sardegna in solide amicizie, alla sarda.

 

 

Don Mosè frequenta anche la casa di don Tonino Carta dove conosce l’altro fratello prete, don Giovanni. La distanza e gli impegni pastorali rendono più rari, ma più fraterni gli incontri tra i tre sacerdoti.

 

 

Quando don Tonino e don Giovanni si recano a Cagliari la visita in episcopio è doverosa come fermarsi a pranzo con l’arcivescovo Giuseppe Bonfiglioli, di cui don Mosè è segretario. «Ho conosciuto nel tempo diversi aspetti di Nuoro. Ho sempre avuto un debole per i nuoresi - ha dichiarato il nuovo vescovo - a partire dai loro canti, che sanno creare un ambiente particolare: quelli religiosi sono all’apparenza tristi ma carichi di profondi contenuti dogmatici». Frequentazioni nuoresi di don Marcia anche negli anni in cui è direttore spirituale del seminario regionale. Un delicato ruolo di educatore, di formatore di coscienze sacerdotali, un “allenatore” alla vita contemplativa per i futuri preti.

 

 

Un’esperienza che don Mosè trasferisce dal 1991 nella parrocchia popolare e dei SS. Pietro e Paolo, nel quartiere di Is Mirrionis. Sono numerosi i giovani che si affidano ai consigli del parroco per costruire la vita su robuste basi morali. Anche nuoresi, studenti nelle facoltà universitarie della zona, tra i più assidui alla messa. «Arrivavano a Cagliari con una formazione cristiana solida: quando è crollato il tetto della chiesa, chi mi è stato più vicino - rivela don Mosè - sono stati proprio loro, i ragazzi nuoresi».

 

 

Dal 21 aprile scorso Nuoro è la Chiesa di Marcia. Il nuovo vescovo si appresta a guidarla con un background ideale per un uomo chiamato a governare una realtà composita come una diocesi.

 

 

Con un’esperienza maturata nei posti chiave per un ecclesiastico insignito della più alta responsabilità di governo.

 

 

Don Mosè è stato per quasi 12 anni segretario degli arcivescovi Giuseppe Bonfiglioli e Giovanni Canestri; per cinque rettore del seminario; dieci anni parroco, cioè nella prima linea pastorale; assistente delle associazioni cattoliche, economo - con la gestione dei fondi dell’otto per mille - infine vicario generale, braccio destro dell’arcivescovo. Da domenica a Santa Maria della Neve c’è il parroco dei parroci.

 

Fonte: La Nuova Sardegna del 17.06.2011.